La seconda personale di Flavio Favelli (Firenze, 1967) nello spazio di Pino Casagrande è un atto poetico di esplorazione della memoria. Una lastra di ardesia appesa all’ingresso della galleria guida lo spettatore verso le tracce disposte nella sala principale a ricordo di un interno e di due architetture.
L’utente, prima ancora di riuscire a sviluppare considerazioni sull’opera, si ritrova fisicamente nello spazio della memoria con il semplice atto di entrare nella stanza di Favelli, posta immediatamente oltre la soglia di quella di Casagrande e contenuta nella stessa.
Ai nostri piedi un grande tappeto formato da pezzi di tappeti diversi cuciti
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