Categorie: roma

fino al 11.VI.2001 | Italian Studio Program 2000-2002 | Roma, Palazzo delle Esposizioni

di - 30 Aprile 2001

Una borsa di studio, offerta da Illy e Italre Group: un anno al P.S.1 Contemporary Art Center (che, lo ricordiamo per inciso, è affiliato al MoMA…) con l’opportunità, tra l’altro, di realizzare un catalogo curato da quello che è uno dei maggiori centri per l’arte contemporanea… Questo è l’Italian Studio Program, sostegno alternativo ai finanziamenti quasi inesistenti degli enti pubblici, per dare visibilità in ambito internazionale agli artisti emergenti: “sostituire alcuni di questi “manca” con un “c’è”” ha detto Giulio Di Groppello, presidente dell’Italre Group, è un’affermazione che lascia ben poco spazio a repliche. E quest’anno una mostra racconta al pubblico chi sono i sei selezionati dalla Commissione Italiana (sono stati scelti su 180 nominativi e saranno sottoposti al giudizio della Commissione Statunitense), con loro, in un percorso espositivo che occupa completamente lo spazio S8zero, anche gli artisti proposti per l’edizione precedente del concorso. L’impressione latente è di trovarsi di fronte ad uno spaccato eterogeneo di mezzi e modi d’espressione (dalla fotografia, alle installazioni, ai video) ben assestato, provocatorio quel tanto da non dare fastidio, da non lasciare neanche il minimo graffio: una sorta di interferenza calcolata, distribuita, dosata.
Dal “Potlatch 6.1 / The happy surrender” di Norma Jeane (vincitrice per il 2000 – 2001) al “Break out”, video installazione di Alessandra Andrini , dove l’immagine di un neonato proiettata sul pavimento può essere calpestata o evitata dai passanti: il “corto circuito” evocato, si verifica, ma in maniera controllata, stemperato fino ad essere quasi innocuo. Si prosegue, tra le carpe morbide come giocattoli, memoria di un disastro ecologico di C. Losi e i tappeti come moduli combinabili, installazione dei MALA. Arti Visive, fino ai “Pensieri” newyorkesi di Sandrine Nicoletta: immagini fotografiche e strutture tridimensionali bianche, leggere, scheletri di ragionamenti o di fantasie, indistruttibili, persistenti. Ci sono i lavori di Sislej Xhafa e di F. Rivola, i video di Ottonella Mocellin e di R. Piccioni, il “Tandem “D10”, assemblaggio di monopattini di Davide Bertocchi .
Passi ripetuti, una sequenza ossessiva: è il video di Daniele Puppi , due pareti che diventano il peggiore dei labirinti.

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maria cristina bastante
mostra vista il 26 aprile 2001



Palazzo delle Esposizioni – Spazio S8zero
Via Nazionale 194 00184 Roma
Tel 064745903
Ingresso intero 15.000 ridotto 8000
Tutti i giorni h 10 – 21 chiuso il martedì
Catalogo Castelvecchi Arte
Web site: www.palaexpo.com


[exibart]

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