La casa – box, fatiscente assemblaggio di assi di legno con il tetto di lamiera – installazione ideata da Giuseppe Pietroniro per la Galleria Eventi – la intravedevamo dall’ingresso. E’ al centro della sala, come se fosse stata prelevata e depositata lì per caso, come una scatola con tutto il suo misterioso “contenuto”. Chi entra si trova di fronte uno dei lati di questo parallelepipedo, che sembra tenersi su con mezzi di fortuna; non ci sono finestre, l’unica apertura sta sul retro, il visitatore dovrà compiere un mezzo giro,
La battuta d’avvio di Welcome – questo il titolo dell’installazione – sembra essere il naturale meccanismo della curiosità, che inizia con una serie di indizi: l’anomalia del terriccio sul pavimento, i suoni che possono provenire solo dall’interno della baracca, l’ingresso precluso e contemporaneamente la possibilità di sbirciare quel che accade dentro.
Che all’interno ci fosse l’inaspettato forse era prevedibile, eppure disorienta, infastidisce e paradossalmente diverte che l’effetto sorpresa sia affidato all’immagine del salotto “buono”, che non è un’icona, ma una certezza, saldissima e segretamente intoccabile, di normalità.
In mostra anche una serie di fotografie: riprendono varie angolazioni dello spazio espositivo e foto già scattate esattamente da quello stesso punto, opportunamente posizionate alle pareti; la stessa veduta si ripete due volte, una dentro l’altra: un artificio evidente, già svelato a cui possiamo abbandonarci. Siamo proprio dove stiamo guardando.
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