Categorie: roma

fino al 12.IX.2008 | Paolo Porelli | Roma, InternoVentidue

di - 23 Luglio 2008
Sarà anche per la magnificenza di Palazzo Taverna -la storia che trasuda dai muri- ma l’atmosfera che si respira al cospetto di questo stravagante “esercito” creato da Paolo Porelli (Roma, 1966) tra il 2007 e il 2008 ha un che di armoniosamente sacro.
Esercito non sarebbe il termine più adatto. Intanto perché non c’è alcun allineamento delle sculture, ma un respiro decisamente più dinamico per via dell’allestimento, che utilizza pilastri bianchi di varie altezze. Ma le sagome sono impettite e maschili, tutte dotate di attributi iconografici legati al consumismo, piaga del nostro contemporaneo. “Creature assurde”, le definisce l’artista, che prende le distanze dalla rappresentazione naturalistica, pur nella leggibilità degli attributi che riproduce ricorrendo a “calchetti” di oggetti di recupero.
Una trentina di creature, quindi, plasmate con la terracotta smaltata -maiolica tradizionale e riflessata- di dimensioni comprese tra i 50 e gli 80 centimetri. Ma quella che potrebbe sembrare una semplice e solo apparentemente giocosa rappresentazione antropomorfa, complici i colori vivaci e lo sconfinamento nella declinazione del fumetto, sottintende -come suggerisce il titolo stesso della mostra, Eidolon– a una ben più profonda significazione.
Queste sculture “ultrapop”, prendendo in prestito un termine del curatore, Gabriele Simongini. diventano perciò forme plastiche totemiche, divinità pagane portatrici di doni. Doni assai curiosi, per la verità: il fuoco, un tappo dell’olio, bombole, pezzi di animali, modellini di automobili. Persino parole, sotto forma di massa informe che esce fuori dalla bocca dell’idolo, e numeri. “Numeri perché è la quantità il fine della realtà di oggi”, spiega Porelli. Ricorrente, in particolare, l’attributo-cerchio, una specie di pneumatico o ciambella con il buco, tenuta in mano dall’idolo. Per l’autore è la rappresentazione dell’ego: “Ho, quindi sono”.
Ogni scultura-idolo è dotata di un equilibrio compositivo che la rende particolarmente attraente: “L’armonia per me è nella forma”, precisa l’artista; “il messaggio viene dopo, come nelle canzoni, dove è la melodia a catturare prima ancora delle parole”. C’è l’Idolo del consumismo, il Venditore di energia, il Magnate occidentale, l’Inquinatore chimico, l’Idolo della materia, Inquinatore dell’aria, l’Idolo del progresso, il Mangiatore di numeri… Un messaggio esplicito che ha la sua matrice in quella visione ironica ma critica della Pop Art di cui l’autore è un estimatore: cita anche Mario Schifano, Neo Rauch. La storia dell’arte, del resto, è per lui un viaggio fatto di continue andate e ritorni.

Il lavoro di Porelli, è chiaro, non fa che formalizzare concetti e comportamenti della società occidentale. Cause ed effetti, dal consumismo al disastro ambientale. Una spirale di errori che minacciano il futuro dell’umanità. La sua presa di coscienza è un impegno morale, tanto più in quanto artista, a riconoscere ed evidenziare questi errori per poter intervenire a salvaguardia della realtà stessa. E per “cercare di scongiurare disgrazie peggiori”.

manuela de leonardis
mostra visitata il 15 luglio 2008


dal 24 giugno al 12 settembre 2008
Paolo Porelli – Eidolon
a cura di Gabriele Simongini
Interno Ventidue Arte Contemporanea – Palazzo Taverna
Via di Monte Giordano 36 (zona piazza Navona) – 00186 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0681909377; info@internoventidue.com; www.internoventidue.com

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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