Categorie: roma

fino al 13.I.2007 | Shahzia Sikander | Roma, valentinabonomo

di - 2 Novembre 2006

Per godere appieno dei quadri di Shahzia Sikander (1969, Lahore; vive a New York), è necessario avvicinarsi molto. Mano a mano si mette a fuoco, scoprendo che le grandi macchie di colore arricchite da mille sfumature sono in realtà costituite da tanti piccoli animali, delineati con semplici e fluidi tratti.
Con lentezza e pazienza -caratteristiche delle culture orientali- l’artista dispone sulla carta, tassativamente rosa, un vastissimo bestiario, che non manca di attingere dalla mitologia levantina, intrecciato con la caratteristica scrittura nastriforme. La dimensione fortemente intimista insita nella rielaborazione di alcune simbologie rappresenta tuttavia un limite alla comprensione profonda dei lavori dell’artista pakistana. L’intento è dichiarato: fondere la tradizione pittorica persiana con il bagaglio culturale classico mediterraneo. Un intento però che si coglie a fatica, perché non possiamo comprendere i nuovi significati assegnati, le esperienze e le riflessioni individuali che l’artista traduce nei suoi elaborati lavori con piccoli gesti d’amore: la miniphlilia annunciata nel titolo della mostra.
Un altro ostacolo alla lettura dei lavori consiste nella ben radicata interpretazione occidente-centrica di alcune immagini: cervi, elefanti, tigri, uccelli e pavoni hanno per noi ancora una forte valenza cristologica. Tuttavia, è difficile non rimanere incantati dalla padronanza tecnica e dalla sensibilità coloristica. Giochi di tenui cromìe si frammentano e moltiplicano in una visione caleidoscopica, rilasciando a volte delicate macchie che stimolano la mente a ritrovare forme e immagini (come nel video Dissonance to Detour , proiettato su un grande schermo nel caratteristico cortile della galleria). Ipnotizza il secondo video,Nemesis, trasmesso attraverso un piccolissimo schermo appeso a metà parete. Un lavoro animato dove, attraverso la lenta concrezione di animali e figure, prende forma un ibrido elefante, subito attaccato da una coppia di “diavoli” e scaraventato nelle viscere della terra. Azione che nella sua semplicità evoca l’eterna lotta tra il bene ed il male e subitamente -quasi inconsciamente- rimanda alla Nemesi dei pagani greci: la dea della giustizia distributrice che fa sì che dopo una situazione negativa, per una giusta compensazione, segua un periodo fortunato. E forse è proprio questo l’augurio –o la speranza- dell’artista: l’arrivo di una fase di serena convivenza delle culture attraverso una loro pacifica fusione.

daniela trincia
mostra visitata il 3 ottobre 2006


Shahzia Sikander – Miniphilia
Galleria valentinabonomoartecontemporanea
via del portico d’ottavia 13 (centro storico – sinagoga), Roma – t./f. 06 6832766 – valentina.bonomo@fastwebnet.it – www.galleriabonomo.com – orari apertura: lun-sab 15.30-19.30 o per appuntamento
periodo: 3 ottobre 2006-13 gennaio 2007 – ingresso libero


[exibart]

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