Categorie: roma

fino al 13.I.2010 | Joseph Kosuth | Milano, Galleria Six

di - 8 Gennaio 2010
Nel 1965, Joseph Kosuth (Toledo, Ohio, 1945; vive a Roma
e New York) concepisce One and three chairs, comunemente considerata l’opera-chiave della prima fase artistica concettuale:
è la diretta discendente del ready made duchampiano, maturata alla luce del New
Dada di Jasper Johns e Robert Rauschenberg e della forma assoluta, desunta dalla Minimal Art.
A questo primo, riuscitissimo
tentativo seguono altre sperimentazioni simili, che vedono protagonisti oggetti
presi dalla quotidianità: sedie, cornici, seghe e, come in questo caso, piante.
Kosuth si è da poco trasferito a New York ed è giovanissimo – ha solo vent’anni
– quando anticipa con questo ciclo di opere le parole del più maturo collega Sol
LeWitt
, il quale
– con i suoi Paragraphs on Conceptual Art – teorizzerà nel 1967 l’avvento di un nuovo
periodo governato dall’interesse verso i concetti di ‘idea’ e ‘progetto’ (“L’idea
diventa una macchina che crea l’arte
”), a scapito della ricerca estetica e del manufatto-prodotto
promosso negli stessi anni dalla Pop Art.
In questa prima fase analitica, Kosuth
prende spunto dagli scritti di Wittgenstein e salda quel rapporto con la
filosofia che continuerà a riemergere nel corso di tutta la sua produzione e
che, col passare degli anni, si trasformerà in un’attenzione crescente per l’antropologia.
L’opera si compone di tre entità –
la pianta reale, la mimesi dell’oggetto e il suo significato letterale – unite
esclusivamente dal significato che le accomuna, ma discostate dalla loro natura
di essere vivente, riproduzione bidimensionale e parola. In questo caso compare,
però, un aspetto che diversifica l’opera presso la Galleria Six da tutte le
altre del ciclo, ovvero l’uso di un elemento vivo.

Nel progetto per questa
installazione, Kosuth prevede infatti, differentemente dagli altri oggetti
immobili presi in esame, lo svolgersi dell’esistenza di un essere destinato a
morire. Emerge una componente destinata ad alterare ulteriormente l’equilibrio
fra i tre vertici, ma destinata a riavvicinare, attraverso la mutazione dell’opera
reale nello scorrere del tempo, il senso delle parole alla componente visiva.
La teoria di Kosuth si basa sull’approfondimento
del legame fra oggetto e parola, in una serie di rapporti logici e razionali
che si sostituiscono progressivamente alla classica fruizione dell’opera d’arte,
intesa come contemplazione estetica esclusiva. Il linguaggio è il mezzo di
razionalizzazione indispensabile per restare a galla nella marea di movimenti,
correnti e manifesti artistici che intaccano il senso della parola ‘arte’.

Rivelare l’ovvio attraverso figure
tautologiche rispecchia la volontà di descrivere la realtà, e del resto la problematica
della mimesis
rappresenta, dai tempi di Platone e Aristotele, la problematica più complessa
nella vita di un artista.

articoli correlati
Kosuth a Villa Panza

renata mandis
mostra visitata il 27 dicembre
2009


dal 12 dicembre al
2009 al 13 gennaio 2010
Joseph Kosuth – One and three plants
Galleria Six
Via Filippino Lippi, 12 (zona piazza Piola) – 20131 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 10.30-16.30; sabato ore 14.30-19
Ingresso libero
Info: mob. +39 3496680813; info@galleriasix.it
; www.galleriasix.it


[exibart]


Visualizza commenti

  • per la prima volta in Italia il Kosuth degli albori ????? Ma la Mandis conosce Lia Rumma ???

  • uè, belin, ma LIA RUMMA ti dice nulla? Cosa scrivono questi collaboratori? Ma fate mai controlli sulla loro effettiva preparazione e qualità? Fate editing?!!!!

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49