Categorie: roma

fino al 13.VI.2008 | Jessica Iapino | Roma, Le Gallinelle

di - 26 Maggio 2008
Nel magazzino Le Gallinelle il cibo è un’inevitabile metafora spaziale, laddove il luogo espositivo risulta essere un antico locale predisposto alla conservazione degli alimenti dell’ex convento soprastante; analoga metafora di vita quando Jessica Iapino (Roma, 1979) fa dell’anima -corrispettivo di una mens sana in corpore sano– il concetto strisciante delle opere in mostra.
Le installazioni site specific giocano sulle assonanze che l’ambiente buio e suggestivo di una simil-cripta può ovviamente suggerire all’attenzione del visitatore. Proiettati sulle pareti dei cunicoli sotterranei, due corpi: quelli di un uomo e di una donna nudi, de-individualizzati, ossequiosi al post-umano, che battono il pugno sul muro, sollevano la testa quasi in stato ascetico, si privano vicendevolmente di sguardi, separati l’uno dall’altro dalla superficie di un lettino da obitorio che è pure presente in mostra come vuota formalità estetica, oggetto feticcio che assume valore nel progressivo scoprire le opere lì presenti.
Cosicché l’anima di Iapino è la realtà stessa della mostra. Dal corridoio iniziale, la voce dell’artista introduce nel limbo oscuro e senza tempo di una vita al suo trapasso: Who am I?, Where am I? sono alcune delle domande che rimbombano nel vuoto. Tornando al cibo, ciò che qui lo lega all’anima è il concetto di perfettibilità del corpo, perché quelli in scena sono corpi oltre lo stato di dolorosa malattia, in quella cortina velata che separa la potenza del vivere dalla volontà di morire.
Non è un caso che il curatore, Alessandro Facente, segnali il caso di Piergiorgio Welby, che recentemente ha sollevato un importante dibattito sulla bioetica. Iapino segnala lo stato di scissione tra la vita e la morte, e se mina l’uomo che invano oppone resistenza battendo il proprio pugno contro il muro, è alla sua natura passiva che si riferisce, perché al di là del ripiegamento individuale a cui sembra di assistere, già l’individuo non è più carne ma è coscienza logica, attiva e reattiva, che si pone domande e mostra volontà di potenza (Bring me Back High, sussurra l’artista).
Un appunto di quel che sarà nella seconda parte del progetto, in ottobre, una rivalsa dell’uomo attivo di cui il secondo artista, Angelo Bellobono, darà prova. Il lettino da obitorio, posto da Iapino al centro di una delle due sale speculari, giace come traccia di un’azione seminarrativa che si sviluppa con i due video successivi, proiettati uno centralmente al corridoio principale, l’altro ortogonalmente all’oggetto e, in un gioco di assemblaggi visivi, obliquo rispetto uno dei varchi lungo il percorso. Il lettino-feticcio, oggetto narrativo dei due filmati, insinua il dubbio se rapportare l’azione al passato o concepirla come futuro, a convalidare l’atemporalità evocata dal limbo sonoro introduttivo.

Latte ad alta digeribilità è la metafora di un male sotterraneo, maschera di buona salute, socialmente desiderabile di un desiderio etero-indotto. Jessica Iapino porta alla dolorosa riflessione che aprirà le porte sulla consapevolezza.

articoli correlati
Jessica Iapino al Mlac

chiara li volti
mostra visitata il 13 maggio 2008


dall’otto maggio al 13 giugno 2008
Jessica Iapino – Ad alta digeribilità: bring me back. High
a cura di Alessandro Facente
Magazzino Le Gallinelle – Ex convento
Via Panisperna, 61 (Rione Monti) – 00184 Roma
Ingresso libero
Info: tel. +39 066892431; press@fondazionevolume.it; www.fondazionevolume.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02
  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30