Con Domus di Marina Paris (Sassoferrato,
Ancona, 1965; vive a Roma) si conclude, infatti, il programma che ha visto il
coinvolgimento di quattro artisti nella realizzazione di un lavoro installativo
site specific negli spazi della Sala Stampa di Palazzo Valentini, sede appunto
della Provincia di Roma. Si sono così succeduti, a partire da aprile, Maurizio Savini (Suffer 2010), Donatella Spaziani (Ambiente domestico), Paolo Canevari (Madre Mia) e, infine, Marina Paris.
Ciascun artista, attraverso la
propria poetica e prassi e nella massima libertà espressiva, è intervenuto sull’ambiente,
stravolgendone spesso la percezione, ma conservando sempre un forte
collegamento con il contesto e, piuttosto, con la sua storia.
dimostrazione che l’arte contemporanea può serenamente convivere anche in spazi
storici chiaramente connotati, stringendo anzi uno stretto legame con essi.
Mentre per Maurizio Savini l’architettura, per Donatella Spaziani i resti archeologici
sottostanti, per Paolo Canevari il significato simbolico sono stati gli
elementi caratterizzanti dei loro lavori, per Marina Paris è stata l’idea della
possibilità dell’esistenza di altre storie, oltre l’attuale. E, intorno a
quest’idea, ha costruito la propria installazione.
Giovandosi della presenza di una
cornice in travertino di una porta murata presente sulla parete di fondo,
l’artista ha immaginato un “oltre”. È “oltre” questa cornice che Paris invita
lo spettatore a spingersi. Utilizzando elementi che costruiscono la sua sigla
artistica, quale il tremolio di una lampadina a basso voltaggio necessario a
creare un’atmosfera di sospensione e attesa, per indicare che qualcosa è
prossima a venire, l’artista propone, con rinnovata veste, il pensiero che è
alla base della propria ricerca artistica: la fragilità di ogni elemento
stabile e l’inganno che spesso sottostà tra il reale e l’apparenza.
Nella penombra della sala, lo
spettatore, sia esso un frequentatore più o meno abituale dell’ambiente, vive attimi
di spaesamento. Perché l’artista, nella porta cieca, ha sistemato l’immagine di
un ambiente che sembra essere il proseguimento della sala. Caratterizzato da
una fuga di porte su una parete ricoperta da una carta da parati da lungo tempo
fuori moda, con un pavimento che realizza una certa continuità con le linee di
quello della sala, l’”oltre” si carica di una certa apprensione e pone
interrogativi sul vero e il verosimile.
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daniela trincia
mostra visitata il 12 ottobre
2010
dal 12 ottobre al 13 novembre 2010
Upside down – Marina Paris
a cura di Claudio Libero Pisano
Palazzo
Valentini
Via IV Novembre, 119a (zona Piazza Venezia) – 00187 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo Livello 4
[exibart]
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