E allora, cara dolce “rinascita romana”, sei il bluff di questi nostri anni oppure stai in piedi sul serio? Chi propende per la risposta b –noi tra questi, pur con mille riserve– può addurre ad esempio proprio la galleria di via della Vetrina. La creatura della coppia Veller/Minuti ha dalla sua uno spazio espositivo degnissimo, vanta ad oggi più d’una personale convincente (a memoria: Paolo Grassino, Bianco-Valente, Jules Spinatsch) e ha appena tagliato il traguardo dei due anni di vita vissuta. Ovvero l’età in cui il bambino può iniziare a correre di qua e di là, invece di dover tastare il terreno ad ogni piè sospinto. Tutto pronto, dunque, per le sane scorribande dell’infanzia matura?
Nel frattempo, e ci mancherebbe, che si festeggi. Per la mostra del secondo anniversario i convocati sono tre, il menzionato Paolo Grassino (Torino, 1967), la promessa Luana Perilli (Roma, 1981) e l’outsider di rango Sandra Tomboloni (Firenze, 1961), tutti interpreti di un’idea postmediale della manualità che finisce dritta dritta dalle parti della scultura. Una parola-tabù, quest’ultima, a proposito della cui impronunciabilità era lo stesso Grassino a farsi sotto in un’intervista recente ad Exibart. D’altronde il dichiararsi “soltanto” scultori –o pittori o fotografi o videomaker, e così via– è oggi vezzo dei soli artisti affermati, per i quali diventa chiaramente so chic mettersi improvvisamente in posa da semplici artigiani.
Sandra Tomboloni il problema non se lo pone nemmeno. Il suo è un universo fatto di pongo (o, se si preferisce, di plastilina) nel quale tutto ciò che non è plasmato a mani nude semplicemente non esiste. In mostra rosse cassettiere venute su a ditate, seggiole verticali come preziosi strumenti musicali (o buffi troni per bimbi-giraffa), fiabeschi cityscape cesellati a cloisonné –palmo a palmo– a mo’ di antiche vetrate.
Con un brulicare di figurine liete, anonime e in qualche modo toccanti (quasi un omaggio al grande Bruegel), ad animare il tutto. Fanno da contrappunto all’allure certamente naif di un’operazione da condurre a viso aperto –raccontare la camera dei bambini senza farne la wunderkammer degli adulti, utilizzando un solo materiale coraggiosamente off– il rigoroso senso della linea e un cromatismo generoso ma indolenzito, d’impronta schiettamente nordica.
Paolo Grassino, viceversa, paga lo scotto di aver preferito alla mise en scène articolata la presenza secca del personaggio-icona. Sta di fatto che il suo bell’eretico metropolitano, ingobbito e incappucciato, è l’ennesima variante di un’iconografia del ribelle postmoderno –esattamente a metà strada tra Batman e il Giordano Bruno issato nella vicina piazza romana–, a contatto con la cui posa riconoscibilissima il rivestimento in pvc schiumato retrocede da velenosa texture baluginante a mera glassatura vestimentale. Grassino, insomma, dà il meglio di sé come regista maudit di atroci coreografie e non come ideatore di –pur ineccepibili– foto-tessera.
Luana Perilli il problema della scultura se lo pone dall’esterno. Il suo humour nero in salsa rosa si fonda su una sorta di balletto tra i diversi medium (manualità compresa) intorno al più generale impatto/attrito tra pesantezza grottesca del dato identitario preso di mira (qui la liturgia della toilette femminile secondo la più frusta tradizione piccolo-borghese; altrove pastiere della nonna, parate matrimoniali et similia) e iconografia dell’osservazione meccanica spinta all’osso (qui la pratica dello stop motion applicata alla scultura a mo’ di ilare report euritmico; altrove estenuate riprese video con funzione di radiogrammi disvelanti). Urge personale secca per apprezzarne l’effettivo passo.
pericle guaglianone
mostra visitata il 18 maggio 2006
A Castrignano dei Greci, nel cuore del Salento, Kora continua le sue attività dedicate al contemporaneo: l’ultimo progetto, una mostra…
Da un vecchio cappotto a un guantone da pugilato: la nuova mostra di Spazio Punch —visitabile fino al 10 gennaio…
Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre
Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…
Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…
FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…
Visualizza commenti
Pericle, sei uno splendore! Tu incendi le chiome della quercia di Dodona!
l'unico lavoro degno quello di paolo!il resto da buttare!
arte femminile al massacro.