Categorie: roma

fino al 15.I.2004 | Cristina di Svezia. Le collezioni reali | Roma, Palazzo Ruspoli

di - 5 Novembre 2003

Nel semestre di presidenza dell’UE, l’Italia rende omaggio all’ultima Thule -la Svezia- con una serie di eventi culturali. La grande mostra dedicata alle collezioni reali prende il via dall’illuminata regnante, l’intraprendente Cristina, che incoronata a diciotto anni, abdicò, divenne cattolica e scelse Roma come sua seconda dimora (Porta del Popolo ancora ne ricorda l’ingresso trionfale nel 1655 con un’iscrizione voluta dal Papa Alessandro VII, entusiasta della sua conversione).
Cristina amava stupire la corte. Come quando, il giorno dell’incoronazione nel 1650 si presentò con la sfarzosa carrozza trainata da sei cavalli coperti da raffinati finimenti in velluto, seta, oro e argento, conservata all’Armeria Reale di Stoccolma e adesso in mostra con un allestimento simil parata.
Con essa gli abiti originali, i gioielli, le armi e le armature esposte rendono la dimensione della ricchezza del Tesoro Reale e della vita di corte, uno sfarzo che si rispecchia anche nella collezione di opere d’arte, in parte ereditata dal padre Gustavo II e iniziata con i bottini di guerra a spese di Rodolfo II di Praga e Massimiliano I di Monaco (un esempio: Lucrezia di Lucas Cranach il Vecchio).
Dopo la conversione alla chiesa apostolica romana, la Minerva del Nord si stabilì a palazzo Riario alla Lungara (oggi Corsini), nel cuore di Trastevere, dove diede inizio -con un cenacolo di artisti, filosofi e letterati- all’Accademia Reale, antenata dell’Accademia dell’Arcadia. La sola pinacoteca, formata con l’aiuto di Bernini e Bellori, annoverava opere dei maggiori pittori dal Rinascimento maturo al Barocco. Se ne sente un po’ la mancanza in mostra, se non fosse per Correggio, Carracci, Rubens e le bellissime Venere e Adone di Tiziano, oggi a Palazzo Barberini a Roma, e Venere che piange Adone di Veronese. Del resto la ricostruzione della sua vasta collezione, dispersa dopo la morte, anima ancora le ricerche degli storici.
Cambia il secolo e cambia il gusto del re. Gustavo III predilesse la cultura filo francese, sulle orme del gusto della tirannica madre, per poi spostarsi su quella italiana. Amante del teatro, dei caroselli e delle giostre di piazza, il re mise insieme una collezione che spaziava dai quadri di Boucher alle statue romane, da piccoli dipinti del Tiepolo a opere del Seicento italiano e olandese, tra cui la strepitosa Giovane domestica di Rembrandt. Con lui la Svezia assunse definitivamente uno stile nazionale neoclassico che permane tutt’oggi.

articoli correlati
scopriamo la Svezia: tutti gli eventi made in sweden a Roma
gioielli dal vero e dipinti, delle collezioni medicee
Pietroburgo e l’Italia: tesori dalle collezioni russe
la collezione Thyssen a Palazzo Ruspoli

stella bottai
mostra vista il 28 ottobre 2003


Cristina di Svezia. Le collezioni reali
Fondazione Memmo – Palazzo Ruspoli, via del Corso 418 (centro storico), www.palazzoruspoli.it 06 6874704, lun_dom 9.30-20.30 sab 9.30-21.30, ingresso intero 8 euro ridotto 6 euro, catalogo Electa 29 euro in mostra 40 euro in libreria


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Per Vincenzo Schillaci, l’arte raccoglie il segno di un movimento perpetuo

Alla Fondazione La Rocca di Pescara, Vincenzo Schillaci presenta 20 opere inedite, tra stratificazioni pittoriche e nuclei in bronzo, per…

22 Febbraio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #193, altre forme di identitĂ  culturali e pubbliche: Anna Karvounari

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ  visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

22 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02
  • AttualitĂ 

Un’asta per il Rojava: gli artisti si mobilitano per sostenere la regione curda sotto attacco

Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…

21 Febbraio 2026 21:52
  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la SocietĂ  delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la SocietĂ  delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00