Categorie: roma

fino al 15.IV.2005 | Miroslaw Balka / Alfredo Pirri | Roma, Volume!

di - 23 Marzo 2005

Non sono molte le gallerie che possono vantare uno spazio così intensamente frequentato come Volume! dove lo straordinario non è certo la pingue conta dei nomi, bensì un legame spesso dinamico tra progetto e luogo espositivo. La rincorsa della novità, in questo antro costantemente trasformato, è meno importante della presenza di un artista e di un pensiero sull’immagine. Questa volta le voci sono due, quella di Alfredo Pirri, il cui percorso è legato alla vita culturale della città di Roma e alla stessa galleria di Nucci, e quella del polacco Miroslaw Balka, nome giustamente noto alle cronache d’arte europee da ormai un ventennio. Come è stato più volte sottolineato nell’incontro che ha preceduto la presentazione dell’opera, la storia di entrambi nasce negli anni Ottanta, e a quel periodo torna a far riferimento, talvolta da posizioni di netta originalità.
L’installazione è tutta giocata sul rimando continuo tra due momenti differenti nella percezione di un qualcosa che è facile individuare, ancor prima di aver letto la nota stampa, nella città postmoderna. Il suonatore Balka con una tromba vuol galvanizzare le rovine di un decrepito parco metropolitano, uno di quei luoghi in cui si saldano gli scheletri di un’idea urbanistica poi vissuta e logorata dalla realtà, e la riconquista lenta della natura. Una natura sinistramente vittoriosa, barbara, sporca per l’affioramento persistente del giardino umano. La pratica consueta a Balka di adoperare materiali come sapone, cenere, capelli per farne il medium delle sue e nostre memorie, rivive in questi brevissimi video, con protagonista un cestino della spazzatura a forma di pulcino. Il controcanto è una rappresentazione molto chiara, quasi cattiva, dello sfaldamento: Pirri monta tre piattaforme di marmo bianco interrotte verticalmente da lastre di vetro rosa. La superficie continua della base (citazione letterale del pavimento prospettico e dell’utopia rinascimentale) è rotta e come irrigidita dal progressivo acuirsi e spezzarsi del vetro, casuale all’inizio, poi sempre più lacerante, rifilato, aggressivo. L’alfabeto minimo dell’artista, elaborato dagli anni in cui cominciò a sagomare il cartone museale, ha perso il contatto vivificante con una luce che ne diffondeva i vapori nell’atmosfera e sullo spettatore; la ricerca su episodi chiave dell’arte italiana si rivolge a momenti duri (vengono in mente nell’ultima sala gli acuminati Ferri di Alberto Burri, che tanto intimorirono Brandi). Il neon freddo è insieme scenografia urbana e frattura, ricomposizione mancata.

In generale l’installazione sembra radiografare catastrofi distruttive, e propone l’urgenza di un’immagine in violento scontro con la dimensione individuale. La città destrutturata non può essere pietra inanimata o tautologico non-luogo; altrimenti il rischio è per gli artisti stessi, costretti a lavorare su significati che con sempre maggior fatica donano la possibilità di un discorso.

francesca zanza
mostra visitata il 15 marzo 2005


Miroslaw Balka/Alfredo Pirri. Non ho capito le ultime parole
a cura di Anna Maria Nassisi, fino al 15 aprile 2005, Volume!, via San Francesco di Sales 86-88 (trastevere – lungara), tel. & fax 06/6892431, mar-sab 18:00/20:00, www.volumefnucci.it , info@volumefnucci.it


[exibart]



Articoli recenti

  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27
  • Mostre

Il ciclo vitale della natura, nelle opere di Brad Downey: la mostra a Reggio Emilia

A Palazzo Brami di Reggio Emilia, SPAZIOC21 presenta gli esiti della residenza artistica di Brad Downey: nel suo lavoro esplora…

25 Aprile 2026 20:20