Categorie: roma

fino al 15.XI.2006 | Flavio De Marco | Roma, Studio Pino Casagrande

di - 16 Ottobre 2006

Cosa è cambiato tra il 1975 e il 2006? Due opere si interrogano e si osservano reciprocamente mentre Flavio De Marco (Lecce, 1975; vive a Roma) le colloca nello stesso spazio. A dialogare con una finestra, che non a caso è il cardine della ricerca intrapresa da cinque anni sull’analisi semantica di copia e modello.
La risposta è nella specularità. La cornice è la quarta parete dell’ambiente, ma funziona come uno spazio-diaframma. “Finisci la mostra con il corpo e la vedi con gli occhi. Cammini e guardi nello spazio in cui non puoi andare”, sottolinea l’artista. Ne scaturiscono due mostre accoppiate: una calpestabile e una esposta. Ovvero un’installazione dove convivono un wall-painting e un dipinto di grande formato con l’opera Mimesi di Giulio Paolini riflessa in uno specchio inesistente, reso materico dalla forza dell’esecuzione.
Quarto di una serie di Mimesi presentate nel 2004 e 2005, questo lavoro nasce con l’intento di ritrovare sé stesso nel presente di un’opera il cui processo creativo, tra le varie risorse, attinge dichiaratamente all’approccio più mentale dell’Arte Povera. Nel trentennio che separa le due opere, Flavio De Marco attua uno spostamento di prospettiva affatto cerebrale ma realista (anche a livello percettivo, concreto).
C’è un attimo in cui le luci si toccano: la stessa luce ha la stessa prospettiva, in scala 1 a 2, esatta. La percezione di spettatore le tiene aderenti, poi si allontanano di nuovo. La tela torna ad essere rappresentazione e la realtà torna a fare la realtà. La foto è stata scattata 16 giugno alle 7.03 della sera e la mostra andrebbe vista a quell’ora. La foto della persiana di fronte allo studio Casagrande stampata da plotter centra il punto esatto della finestra sulla tela di 2×5 metri. Intorno sono dipinte le medesime schermate del sistema operativo di un pc scevre di testo che si affollano nel wallpainting sul muro di sinistra. L’effetto fuori registro totale va percepito a distanza.

Dato il concetto classico di mimesi, esiste un luogo da sondare, realizzato durante mesi di preparazione. Un lavoro di costruzione nato nel 2005 rende l’opera site-specific una riflessione sull’eredità presente del primo Paolini al cui lavoro altri giovani artisti italiani tra cui Pietro Roccasalva, Roberto Ago, Alessandro Dal Pont, Lucia Uni e Luigi Rizzo tuttora guardano con slittamenti differenti ma ugualmente affascinanti.
La finestra vera si porta tutto il dipinto verso la realtà. Sulla tela formalmente è una sporcatura perché, essendo una foto, non si integra al dipinto, mentre la drammaturgia della prossimità fisica pone il problema dello sguardo tra le due opere con lo stesso titolo. L’opera di Paolini è un ritratto al ritratto. Il lavoro di De Marco sul paesaggio trapassa l’atto artistico alla ricerca di un nuovo orizzonte possibile. Per trasferirlo dalla tela all’ambiente e di nuovo sulla tela, con un effetto impossibile da tradurre in una recensione.
La parte di mostra solo apparentemente mancante è l’occupazione dello spazio. Visitatela.

articoli correlati
Intervista a Flavio De Marco
Generazione Astratta

raffaella guidobono
mostra visitata il 22 settembre 2006


Flavio De Marco – Mimesi 04 che guarda Mimesi di Giulio Paolini
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande – via degli ausoni 7/a (san Lorenzo) – 00185 Roma – t./f. 06 4463480 – gallcasagrande@libero.it
www.galleriacasagrande.it –  ingresso gratuito – orario: lunedì-venerdì 17.00-20.00


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Architettura ed effimero alla Querini Stampalia: la mostra “Nulla di preciso” nell’Area Scarpa

A Venezia, fino al 12 aprile 2026, la mostra curata da Luigi Prestinenza Puglisi mette in dialogo il progetto per…

5 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

A Milano, l’asta di Kruso Art che intercetta collezionisti consolidati e nuove generazioni

Dadamaino, Schifano, Lichtenstein, Nara. I grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea si incontrano in un catalogo che fonde titoli iconici…

4 Marzo 2026 21:22
  • Arte antica

Un busto di un Cristo Salvatore a Roma potrebbe essere di Michelangelo

Un busto del Cristo Salvatore, conservato nella basilica di Sant’Agnese a Roma e prima attribuito a un anonimo scultore del…

4 Marzo 2026 18:02
  • Arte contemporanea

Si può indossare un’opera d’arte? A Milano il confronto tra Maria Calderara e Tomaso Binga

Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…

4 Marzo 2026 16:43
  • Mostre

All’Accademia Carrara di Bergamo va in mostra una storia dei Tarocchi lunga sette secoli

A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità, riunendo per la prima…

4 Marzo 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

L’onda coreana arriva nei musei, dal Guimet di Parigi al MASI Lugano

Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…

4 Marzo 2026 13:30