Categorie: roma

fino al 16.VI.2006 | Malgorzata Markiewicz – Flowers | Roma, Studio Stefania Miscetti

di - 12 Maggio 2006

Flowers è il titolo della prima personale italiana di Malgorzata Markiewicz (Cracovia, 1979). In galleria i fiori sono alle pareti -tredici fotografie a colori- e sul pavimento della sala, dove crescono cinque sculture “soffici”. Sono fiori molto particolari quelli della Markiewicz. Hanno petali e corolle di tessuti, gli indumenti dell’artista. Lei li indossa e poi -al riparo da sguardi intrusi- se li toglie per lasciarli cadere a terra.
Da dove proviene questa giovane polacca diplomata in arti plastiche all’Accademia di Belle Arti di Cracovia? La gallerista ha visto un lavoro alla scorsa edizione della Fiera di Bologna, e ne è rimasta colpita. “Da vent’anni presento artiste che affrontano il tema del corpo. Questo di Malgorzata è un lavoro molto forte e simbolico sul corpo femminile, ma il corpo non è presente. La traccia è nell’odore, nella forma degli abiti che ne ricalcano la sagoma,” afferma Stefania Miscetti.
Sia le fotografie che le sculture sono molto seducenti. “All’inizio il pubblico è attratto perché sono belli”, spiega l’artista, “poi è quasi intimorito dal fatto di essere tanto vicino ad un qualcosa di così intimo e misterioso”.
Che ci sia una forte componente simbolica è evidente. I fiori vengono associati alla bellezza femminile: entrambi sono molto delicati perciò bisogna averne cura. “Possono essere distrutti anche soltanto per noncuranza” continua l’artista, riferendosi implicitamente allo stupro.
Ma è il gesto l’elemento fondamentale nella realizzazione di queste opere. Per creare le sue sculture Malgorzata Markiewicz deve indossare i propri abiti e poi toglierli. “È come un ritratto del corpo, perché nei vestiti restano i liquidi, gli odori. È un’impronta. Il gesto è anche simbolico, ma è soprattutto connesso con questa fisicità.”

Pur essendo molto giovane, l’artista è alla sua settima personale e ha partecipato ad innumerevoli collettive, festival ed eventi, tra cui recentemente due mesi trascorsi ad Helsinki in una residenza per artisti. Nel suo lavoro –in cui ricorre la presenza degli abiti, ma anche lenzuola, asciugamani e indumenti abbandonati che lei va recuperando e che fotografa- affronta anche altri temi, sempre legati all’individuo in rapporto alla società.
Ad Helsinki l’edificio che ospita la residenza è enorme, molto freddo. Mi sentivo molto sola, isolata. Dato che, comunque, c’era molta gente che gravitava intorno ho chiesto a tutti di portare dei vestiti vecchi e ho creato una sorta di corda per evadere, in maniera del tutto utopica, e allo stesso tempo che permetteva a chiunque di entrare nell’edificio.”, racconta la Markiewicz. “Entrambe le situazioni erano possibili. In fondo il problema di entrare in contatto con la gente è un po’ una riflessione sulla nostra società. E’ rischioso permettere ad uno sconosciuto di entrare nel nostro mondo, non a caso tendiamo ad entrare in contatto con la gente soprattutto quando abbiamo delle certezze.”

manuela de leonardis
mostra visitata il 5 maggio 2006


Malgorzata Markiewicz. Flowers
in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e la Galleria Program di Varsavia – Roma, Studio Stefania Miscetti
Via delle Mantellate 14 (Trastevere – Lungara)
Orario mart.-sab. 16-20 (chiuso dom.-lun.) – chiuso i giorni venerdì 2 giugno e sabato 3 giugno 2006
A partire da lunedì 5 giugno lo Studio Stefania Miscetti osserverà il seguente orario: da lunedì a venerdì, dalle 16,00 alle 20,00
ingresso libero – per informazioni tel. 0668805880 fax 0668805880  – e-mail mistef@iol.it


[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Premi

Assegnati i premi del Mellone Art Prize 2026: il volo come visione contemporanea

Angelo Demitri Morandini, Luca Freschi e Danilo Torre sono i vincitori della terza edizione del Mellone Art Prize dedicata al…

23 Maggio 2026 12:30
  • Fotografia

Exposed Torino 2026, un fine settimana alla scoperta della fotografia diffusa in città

EXPOSED Torino attraversa la città all'insegna della fotografia, tra musei e gallerie, intrecciandosi con gli appuntamenti di The Phair Photo…

23 Maggio 2026 11:30
  • Danza

In the brain di Hofesh Shechter: l’energia della danza che colpisce sempre

Con In the brain, Hofesh Shechter torna a travolgere il pubblico con una danza fisica, ipnotica e attraversata da energia…

23 Maggio 2026 10:30
  • Design

Le cose belle nascono dalla contaminazione: intervista ad Antonio Marras, esploratore della materia

Cemento, metallo, ceramica, tessuti, Antonio Marras ci racconta il suo rapporto con i materiali, in un viaggio creativo tra contaminazioni,…

23 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Fondazione Querini Stampalia lancia il voto collettivo per salvare il Giardino di Carlo Scarpa

Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…

22 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Le geografie frammentate di Som Supaparinya al Museion

Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…

22 Maggio 2026 16:48