L’American Academy in Rome apre le porte all’architettura, con una mostra dedicata al celebre studio Skidmore, Owings & Merrill LLP, fondato a New York nel 1936. Tra i progetti esposti, spicca quello di Daniel Libeskind -scelto per la ricostruzione del World Trade Center- nato con il contributo e la supervisione di David Childs, direttore della S.O.M. E’ un grattacielo avveniristico, intitolato Freedom Tower in omaggio all’epopea libertaria made in U.S.A.; la guglia dell’edificio si richiama, infatti, alla fiaccola impugnata con orgoglio da Miss Liberty sull’altra sponda dell’Hudson River. Lo slancio vertiginoso della costruzione high-tech simboleggia – come la cupola brunelleschiana di Santa Maria del Fiore, tale da “fare ombra a tutti i popoli toscani” – il risveglio dell’orgoglio americano.
La Freedom Tower, alta 1776 piedi (data della conquista dell’indipendenza nazionale) supererà di 400 piedi le precedenti Twin Towers e di 300 piedi le Petronas Towers in Malesia, in vetta alla classifica attuale. In sintonia con lo spirito ingegnoso e innovativo della tradizione americana, la Freedom Tower racchiude i migliori standard di design, sicurezza, qualità e tecnologia, in quello che sarà l’edificio più alto del mondo. Non sarà, semplicemente, un simbolo di rinnovamento e un’icona duratura, ma anche un catalizzatore dello sviluppo di Lower Manhattan, afferma David Childs, Consulting Partner della Skidmore, Owings & Merrill e curatore della mostra Light & Shadow con William A. Bernoudy, Resident in Architecture presso l’American Academy in Rome.
Il titolo è riconducibile alla trama evanescente di vetro e acciaio, che dissolve la massa architettonica nel caleidoscopio atmosferico dello skyline newyorchese. L’allestimento realizzato nelle sale dell’Accademia tende a ricreare quel senso di levitazione spaziale e la sorpresa ottica che caratterizzano il paesaggio urbano di Manhattan. La permeabilità della struttura alle dinamiche esterne della luce, alla metamorfosi imprevedibile del clima e delle stagioni, costituisce un motivo di profondo interesse nell’arte americana contemporanea. In particolare, l’Environmental art lo ha istituito quale campo privilegiato di ricerca. Non a caso, il progetto della Kuwait Police Academy si è avvalso del contributo di James Turrell, protagonista del californiano Light and Space Movement. Comune è, infatti, la tendenza a smarginare dalla gabbia opprimente dell’oggetto nella dimensione fluida e probabilistica dell’evento.
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