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Fino al 18.I.2017 | John R. Pepper, Evaporations | Fondazione terzo Pilastro Museo, Roma

di - 10 Gennaio 2017
“Evaporations” è il titolo della personale di John R. Pepper ospitata nelle sale di Palazzo Cipolla a Roma.
Figlio d’arte (sua madre è la nota scultrice Beverly Pepper; una sua scultura apre il percorso di mostra) e allievo di grandi nomi della fotografia, a 14 anni diventa assistente di Ugo Mulas, per intenderci. Con la sua opera Pepper riesce a immergerci in una serie di visioni liquide e sfumate, scatti di luoghi senza riferimenti temporali o geografici. Le 50 fotografie esposte sono state scattate tra il 2012 e il 2013 tra Stati Uniti, Russia, Finlandia, Italia e Grecia, ma, a parte i casi in cui l’obiettivo viene puntato su New York e i suoi riconoscibilissimi luoghi icona, come il luna park di Coney Island o la Statua della libertà, riesce difficile collocare l’immagine che appare ai nostri occhi, e forse neanche ci interessa farlo.
La scelta del bianco e nero ha già di per sé una connotazione atemporale, senza dubbio affascinante; la presenza di esseri umani senza volto, definiti dalle ombre che proiettano controluce, rende queste foto magiche e potenti. Se si priva un’immagine degli elementi riconoscibili infatti, che inevitabilmente portano l’osservatore al giudizio, al collegamento con la memoria, con le proprie opinioni, con i viaggi fatti, ciò che vediamo diventa archetipo di un’esperienza.
Il singolo attimo catturato dal fotografo viene spogliato dalle implicazioni soggettive e diventa Momento, che ne sia protagonista una piroetta, la riva del mare, o il profilo dei grattacieli poco importa, è l’assoluto del tempo cristallizzato nella sua forma primigenia, antecedente al suo declinarsi in tutti gli accidenti e i casi del deperibile. Rimane li, in eterno, fermo ma in assoluto movimento. Il tempo che c’è da sempre, ma di cui non è trascorso neanche un secondo.
È la luce la chiave di lettura dell’opera di Pepper; il chiaroscuro che scandisce i volumi e le profondità, che divide tutto tra bianco e nero, tra ciò che è pesante e ciò che è leggero, che cesella linee guida e curvature improvvise. Si esce dalle sale senza riuscire ad avere una memoria differenziata di quello che si è visto, ma questo non è un male, anzi; un Momento non può essere scisso, è compatto e indivisibile, e nella mente tende a restare come sensazione di vissuto e non come colpo di retina.
Valentina Martinoli
mostra visitata il 7 gennaio
Dal 22 novembre al 18 gennaio 2017
John R. Pepper, Evaporations
Fondazione terzo Pilastro Museo – Palazzo Cipolla
Via del Corso 320, Roma
Orari: dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 19.00
Info: http://www.fondazioneterzopilastro.it

Storica dell'arte contemporanea. Ha lavorato nel campo della comunicazione culturale, come organizzatrice di mostre ed eventi e come guida turistica nei principali siti archeologici e museali di Roma. Collabora con Exibart e con altre testate web del settore dal 2015.

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