Individuato come uno tra i
primari disagi della contemporaneità, la noia è la pressoché diretta
conseguenza del diffuso benessere che comporta la continua “ricerca del nuovo”
e, quindi, l’incessante produzione non solo industriale. Una vertiginosa
produzione di oggetti (molti largamente inutili) che, ormai, confidano quasi esclusivamente
sull’aspetto accattivante. Trend che non esonera (purtroppo) anche l’essere
umano. Puntando, infatti, tutto sull’apparenza, l’uomo si concentra sul culto
della propria immagine con una dedizione tale che esclude qualsiasi altro
elemento; il corpo diventa, cioè, un mero involucro, svuotato di ogni
contenuto.
Eccoli, allora, questi corpi
levigati, lucenti, da calendario, che sfoggiano, nelle fotografie appese lungo
le pareti, i propri lucidi muscoli tonificati. A queste immagini patinate fanno
da contraltare le sculture. Realizzate col materiale principe della modernità e
delle riproducibilità, vale a dire il cemento, incarnano anch’esse il concetto
della contraddizione.
Con la levigatezza e la morbidezza
delle loro forme, sembrano infatti oggetti che possono essere placidamente
spostati con una certa disinvoltura, con le apposite maniglie. Le sculture, che
di primo acchito richiamano i lavori di altri artisti (da Perino & Vele a Uncini),
vicine alle fotografie, appaiono così come la trasposizione minimalista e pop
di quei corpi che sono diventati dei pesi morti, sono svuotati e resi ormai
degli “anonimi” oggetti senza specifiche peculiarità. Sembra di entrare in una
palestra in cui i culturisti (dei quali un giovane Arnold Schwarzenegger ne è
l’emblema) cercano di attirare su di sé l’attenzione attraverso delle assurde
posture al limite della rottura.
Quelle maniglie sembrano lasciare
aperta la possibilità di un dialogo, di un contatto, che rimane però solo nelle
intenzioni, perché il peso e la durezza del materiale eliminano qualsiasi
interazione.
articoli correlati
Pennacchio
Argentato alla Fondazione Menegaz
Premio
Lum 2010
Pennacchio
Argentato a Napoli
daniela trincia
mostra visitata il 29 ottobre
2010
dal 29 ottobre al 18 dicembre 2010
Pennacchio Argentato – Five o’clock shadows
T293
Via dei Leutari, 32 (zona corso Vittorio Emanuele II) – 00186 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39
0683763242; info@t293.it; www.t293.it
[exibart]
Durante le Paralimpiadi invernali, la funivia del Lagazuoi diventa opera d’arte, grazie al Braille Stellato di Fulvio Morella: un’esperienza artistica…
Dal 20 al 24 aprile 2026, in occasione della Milano Design Week, il collettivo Park presenta un’installazione site-specific che trasforma…
Fino al 28 giugno, ‘Hit List 80’ trasforma il Trentino in un osservatorio critico su un decennio di euforia e…
Oro, demoni e anime in giudizio: ai Musei Reali di Torino, il paradiso ordinato di Beato Angelico si scontra con…
Il sindaco Zohran Mamdani ha nominato la curatrice Diya Vij alla guida del Department of Cultural Affairs di New York,…
Cinque opere iconiche provenienti dalla stessa collezione ripercorrono, da Sotheby's, il lavoro del maestro italiano. Stima complessiva fino a 15…
Visualizza commenti
ma non era più semplice ammettere che "ci andava di fare delle sculture fatte così" e amen, piuttosto che appellarsi sempre e comunque a improbabili appigli sociologici che diano un senso all'operazione?
la noia sì, quella traspare tutta.
la lettura sulla noia e la contraddizione mi sembrano francamente forzate. Come dice anche il comunicato stampa si tratta della didattica fusione di Judd e warhol. Il risultato e' anche piacevole, ma sembra quanto meno scolastico, e quindi senza la difesa di un certo sistema sembra difficile competere con una fase storica di grande saturazione creativa. A mio parere questa e' una forma di artigianato, di manierismo. Artigianato non e' dispegiativo. Negli stessi giorni Rossella Biscotti proponeva al maxxi i calchi di cemento alla rachel whiteread (anch'essi fusione di minimalismo e pop Italia anni di piombo). I giovani artisti sembrano ripetitori sensibili del 1900. Forse deve essere così. Sembrano più che altro ingranaggi e pretesti per un meccanismo intorno. Non capisco cosa ci sia di interessante soprattutto quando ci si ritrova mimetizzati in una competizione internazionale sempre più serrata.
che diamine significa, santoiddio, "sottolineano il cortocircuito della noia" ????
rossi- i giovani artisti sembrano ripetitori sensibili del 1900
nome multiplo/anonimato (blissett)
+ critica "sistema”: livellamento/omologazione (grimaldi)
+ rapporto magazine/uso ambiguo-pop dei media (cattelan, Jacopo dell., ecc.)
+ frammentazione dell’opera nell’informazione (fine anni ’60)
+ blog vetrina portfolio + stalking in forum/blog (boresta, pesce a fore, jacopo dell. ecc.)
+ enigmatica o grossolana infiltrazione in spazi espositivi, ecc. (a. c.)
+ uso curatore come alter ego _cavalucci_ (cattelan_gioni)
+ superamento del ruolo tradizionale dell'artista (quasi tutti)
+ sottrazione/sparizione (ube. _anni '60_, bas jan ader, ecc.)(-"morsiani"?)
+ ecc.
=
Luca rossi