Categorie: roma

fino al 2.IX.2006 | Bruno Di Lecce | Roma, A.A.M. Architettura Arte Moderna

di - 1 Giugno 2006

Con un bagaglio culturale ammirevole –fortemente nutrito di cinema doc (ha visto ben sei volte Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders e adora i film di Lars von Trier e Andrej Tarkovskij)- Bruno Di Lecce (Matera, 1980) è alle prese, nella storica galleria di Via dei Banchi Vecchi, con la sua prima esposizione personale, nell’ambito della V edizione del Festival romano di FotoGrafia.
Laureando in architettura a Roma, questo giovane artista che ha già partecipato a mostre internazionali -tra cui, nel corso del 2006, Mito e Velocità presso il maneggio degli Zar a Mosca e alla Bajaj Art Gallery a Mumbay in India- ama sconfinare dalla pittura alla fotografia. Insegue la poetica dell’ibrido a cui dà voce con le contaminazioni più imprevedibili.
Il suo approccio è apparentemente razionale, parte dall’immagine fotografica per guardare con distacco la realtà che lo circonda. “La maggior parte sono fotografie scattate per caso, spesso le scatto senza neanche guardare nell’apparecchio”, afferma Di Lecce. “Mi piacciono molto le immagini ‘sbagliate’, riprese male. Mi piace quando nei film di von Trier la telecamera trema, non c’è messa a fuoco e i colori sono sbiaditi. Questo senso del brutto, dello sporco, di qualcosa di sbagliato per me è segno di grande spontaneità e carattere”. Il passo successivo è l’uso del colore, spesso colato sulla superficie della tela capovolta -come faceva Marc Chagall– proprio per rendersi indipendente dal soggetto, senza subirne alcun condizionamento.
Nel percorso di Identità e Contaminazioni il leitmotiv è lo sconfinamento dall’identità alla memoria e viceversa. In mostra una quindicina di fotografie che dialogano con altrettante opere pittoriche.

Se nei dipinti il soggetto è spesso di matrice architettonica -spazi urbani o interni di edifici pubblici e abitazioni che normalmente sono anonimi, di transito- in cui la presenza umana è sottintesa, nelle fotografie invece questa ha una sua collocazione specifica: corpi dai volti insoliti, celati dietro una maschera, spaesati e anche un po’ inquietanti. Innegabile la matrice Dada e surrealista di questi personaggi, che abitano “un mondo che non ha una forma, una sua identità, o meglio è frutto dell’abbinamento di mondi diversi”.
“All’inizio era tutto molto casuale,”, spiega Di Lecce, “poi quando una volta l’oggetto è capitato sul volto della persona ritratta è come se avesse trovato l’incastro, la sua collocazione.”
Tra i vari volti familiari -Zia Rosa, Nonna Rosa, Zio Michele, Zio Antonio, Papà, Mio cugino Simone- anche quello dell’Asino di Rocco che al posto del muso ha un frammento di motorino incenerito. “In questo caso l’integrazione è perfetta, è come se l’oggetto si umanizzasse. Ci sono anche oggetti industriali abbandonati che diventano quasi reperti storici. Messi sul volto fanno venire in mente certi ritratti di Picasso. Solo che Picasso trovava questi riferimenti nella scultura africana. Mi affascina anche questa vicinanza tra il futuro -rappresentato dalla tecnologia, dalla plastica e da altri materiali del genere- e il passato.

manuela de leonardis
mostra visitata il 29 maggio 2006


Bruno Di Lecce. Identità e Contaminazioni – a cura di Francesco Moschini e Gabriel Vaduva – Roma, A.A.M. Architettura Arte Moderna, Via dei Banchi Vecchi, 61 (centro storico – rive gauche) – Orario tutti i giorni 16-20 (inclusi sab. e dom.)  – ingresso libero – per informazioni tel. 0668307537 – www.fotografiafestival.itwww.aamgalleria.it – catalogo in mostra

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Mostre

Ceroli, quando il legno prende vita: da Tornabuoni Arte una mostra antologica del Maestro

Fino al 29 maggio prossimo, Tornabuoni Arte ospita nella sede fiorentina la prima mostra antologica di Mario Ceroli, intitolata: “MARIO…

24 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15