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fino al 2.V.2010 | Fausto Pirandello | Roma, Gnam

di - 26 Marzo 2010
La ragione
dell’evento è stata quella di ricomporre un insieme espositivo che, agli occhi
della curatrice, è il fulcro della creatività di Fausto Pirandello (Roma, 1899-1975). Nelle opere
dell’artista esposte alle edizioni della Quadriennale
del 1935 e del 1939, Claudia Gian Ferrari aveva individuato quei tratti
significativi che si annidano dietro uno stile pittorico fortemente espressivo
e materico. Tratti legati a un carattere introverso, a una personalità problematica,
a un complicato rapporto con la cultura di regime e soprattutto con l’arte
letteraria del padre, a cui nel ’34 fu assegnato il Nobel per la Letteratura.
Non a caso, cardini
portanti dell’intera mostra sono tre dipinti: La pioggia d’oro (1933), Ritratto di Luigi
Pirandello
(1936)
e Siccità (1936-37).
Ciascuno di essi è legato a particolari eventi che hanno segnato la vicenda
artistica di Fausto Pirandello. A far luce sulla sua storia, durante la
presentazione della mostra, sono i racconti del figlio Pierluigi sulle lunghe
discussioni tra il padre e il nonno in fatto di pittura e sui consigli che
Luigi dava al figlio, spronandolo a guardare la realtà con i propri occhi e a “dipingere
i propri pensieri
”.
Nel Ritratto di
Luigi Pirandello

è contenuta tutta l’ammirazione e l’affetto verso il padre, ma anche un forte
senso di soggezione. Dalla composizione risalta l’aspetto più rilevante che
Fausto Pirandello ha acquisito dal padre, vale a dire il modo di analizzare il
reale nelle sue forme più veristiche e al contempo paradossali.
Le due opere più
discusse furono La pioggia d’oro e Siccità, esposte rispettivamente alla Quadriennale nel 1935 e nel
1939. Nella prima, l’evidente correlazione al tema letterario degli amori di
Giove ha comportato un immediato raffronto con l’opera paterna. Il dipinto
sconcerta per la scelta compositiva di elementi disordinati, assurdi e
fluttuanti, tipici della pittura pirandelliana.
In Siccità, tre figure inserite in un
disseccato campo di grano esprimono la disperazione dei contadini del tempo
minacciati dalla siccità; una disperazione carica di connotazioni simboliche,
leggibili nel gioco dei colori rievocanti le fiamme del fuoco del Purgatorio.
Le maglie rosse indossate furono apertamente respinte e protestate da Mussolini
in visita alla rassegna.

Il percorso della
mostra mette in luce vari temi salienti affrontati dall’artista durante quegli
anni, come nudi di donne e vedute romane. In Donne laziali (1935) le figure umane possenti e
massicce sono rappresentate come nature morte. In Tetti (1935) si esemplifica nuovamente
la mistione di generi, dove un paesaggio romano è contraddistinto da una
transizione verso la natura morta degli oggetti poggiati sul davanzale.

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mostra visitata
il 17 marzo 2010


dal
17 marzo al 2 maggio 2010

Fausto
Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939
a cura di
Claudia Gian Ferrari
GNAM – Galleria
Nazionale d’Arte Moderna
Viale delle Belle Arti, 131 (zona Parioli) – 00196 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 8.30-19.30 (la biglietteria chiude alle ore
18.45)
Ingresso: intero € 10; ridotto € 8
Catalogo Electa
Info: tel. +39 0632298221; fax +39 063221579; gnam@arti.beniculturali.it; www.gnam.beniculturali.it

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