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Fino al 2.VII.2017 | Simone Cametti, One Space / One Sound 12 | Auditorium Parco della Musica, Roma

di - 1 Luglio 2017
Simone Cametti (Roma, 1982) usa video, scultura e fotografia per raccontare la storia umana e musicale di Tina. È la dodicesima tappa di One Space / One Sound, lo spazio espositivo che si trova a pochi passi dall’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Il nome della cantante italiana dà il titolo al progetto curato da Claudio Libero Pisano, con il coordinamento di Anna Cestelli Guidi. Cosa lega in questa mostra, fatta di pochi pezzi ben orchestrati e sicuramente godibili, un artista come Cametti, che lavora da molti anni a metà tra scultura e performance, a una cantante italiana degli anni ’50? Proviamo a raccontare una storia: Tina Allori esordisce subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e raggiunge una certa fama. I suoi motivi “femminili” e radiofonici le danno notorietà soprattutto in Russia, dove vende quasi cinque milioni di copie. Ad un certo punto però, Tina avverte che questa sintesi tra donna e cantante non è più praticabile. Uno dei suoi ultimi concerti (che é anche il manifesto della mostra), la ritrae sorridente appena approdata in Norvegia; è una delle ultime apparizioni pubbliche di Tina, prima del ritiro a vita privata. Simone Cametti riporta Tina in Norvegia: in un doppio video realizzato nelle cave di marmo di Larvick (dove la cantante si è esibita in uno dei suoi ultimi concerti), risuonano le note di un suo motivo di successo, il cui testo rimanda a ciò che non è stato, ai desideri e alle possibilità di ripensare la propria vita (la canzone è la versione italiana di Si je pouvais revivre un jour ma vie cantata nel ’57 da Dalida e poi da Gilbert Bécaud).
Simone Cametti, One Space / One Sound 12, vista della mostra
Le parole raccontano la vita di Tina e della sua scelta di lasciare la musica. E così che Cametti compone e scompone questa storia: nel doppio video girato nella cava, dove fa risuonare le note dell’ultimo motivo celebre. Sempre la larvichite è il materiale scelto dal marito per la sua sepoltura nel cimitero di Amatrice, le cui dimensioni sono state riprese dall’artista per realizzare la basi delle dieci riedizioni del suo disco. Questo percorso di sottili richiami si conclude con due immagini di Sirio (i cui bagliori luminosi sono noti fin agli antichi Egizi), con cui la cantante veniva ricordata dai fan dopo la sua morte.
Eleonora Minna
mostra visitata il 9 giugno
Dal 25 maggio al 2 luglio 2017
Simone Cametti
One Space / One Sound 12
Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro de Coubertin, 30, 00196 Roma
Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle 21:00
Info: www.auditorium.com

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