In un ritratto di Andy Warhol, sorride -moltiplicata per quattro- e sembra una diva. Alighiero Boetti aveva incastrato le lettere del suo nome in un arazzo. E lei –Graziella (al secolo Buontempo Lonardi)- se lo ricorda, con tenerezza, mentre entra a Palazzo Esposizioni, nel 1970 con in mano una rosa dallo stelo lunghissimo, una cartella di disegni e un autoritratto eseguito da un amico torinese.
Collezionista, ma non solo, appassionata (o pasionaria?) ed intraprendente: dall’epocale Vitalità del negativo, alla sfida di Contemporanea (1973-74), allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese (mentre, tra sguardi increduli e perplessità
Una settantina le opere esposte, ripercorrono una storia di mostre, artisti e amicizie:
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