Ma è Fellini stesso ad aprire le porte del suo favoloso
mondo d’immagini, a mostrare giocosamente e senza imbarazzoinquietudini e
paure, desideri e fantasie della sua psiche, in una sorta di sceneggiatura a
disegni in cui le parole danno vita alle figure, eil piacere di
raccontare prevale sull’istantanea da custodire.
In trenta opere, alcune sature di colori e bellezza,
altre più vicine a schizzi frettolosi, l’immaginario ricorrente di Fellini si
dipana in un linguaggio a cavallo fra pittura e cinema: chi vuole ricordare Amarcord o La Dolce Vita sentirà l’eco dei ricordi nelle raffigurazioni della
tabaccaia che sommerge tra le sue forme Antonello(Antonello Geleng, amico
di Fellini,della cui collezione fanno parte i disegni) e
dell'”Anitona” Ekberg che appare in sogno a Federico invitandolo a
volare via con lei; ma anche chi si ponesse immemore di fronte alle creazioni
dell’artista non avrebbe difficoltà a riconoscere la mano di un regista, che
appunta note, allestisce scenografie (“parete
dietro l’omino?“, si chiede in un disegno per lo spot della Banca di
Roma), fa parlare i personaggi come nei fumetti e disegna i costumi dei suoi
voluttuosi personaggi femminili.
L’eros è il fil rouge di una vita, e quindi anche delle
opere in mostra: le donne felliniane hanno capelli come
serpenti,senigrandi con i capezzoli appuntiti, glutei pieni, mani
da strega e la lingua di fuori come per avvinghiare la vittima; la quale
vittima non è, se non nel senso di un Federico “pietrificato” sotto
il donnone, con le braccia secche timidamente protese verso l’oggetto del
desiderio, o di un Antonello implorante “papà…” in tre disegni in cui una cicciona (in uno è proprio
la tabaccaia di Amarcord) quasi se lo
mangia. Altrove si dipingono scene in cui l’uomo è meno passivo, ma è sempre la
femmina il sesso forte, assetata protagonista delle danze erotiche;oppure
si raffigurano metafore dove l’atto si sublima nell’arte di dipingere col
“pennello”.
Giulietta Masina, moglie di Fellini, è ritratta in un
disegno come una donna di esclusivo appeal intellettuale, sguardo perso ma
sorriso beffardo e potere di seduzione.
I pezzi forti del percorso sono i due disegni double-face
in tecnica mista, rappresentanti i sogni di Federico in alcune notti fra il
1972 e il 1974: espressivi, ricchi di dettagli colorati, integrati dal
raccontomanoscritto “sul lettino” dell’autore, che si
rappresenta come un’ombra, una macchia di buio per eclissarsialla
coscienza e farbrillare di luce riflessa i personaggi dell’inconscio.
Fellini è insieme voce narrante eattorein
questi splendidi cortometraggi su carta, in questi cartoni non-animati pieni di
ingenuità e intelligenzainfantile. Qui, e in mododisorganico ma non
menoefficace negli altri disegni esposti, si spiega il genio figurativo
di Fellini, uno dei pochissimi autori (si pensi anche a Tim Burton) capaci di disegnare con la cinepresa e filmare con la
matita.
marco d’egidio
mostra
visitata il 20 gennaio 2011
dal 20 gennaio al 20 febbraio
2011
Federico Fellini – Disegni
Galleria Tondinelli
Via delle Quattro Fontane 128/a
(zona Quirinale) – 00184 Roma
Orario: da
lunedì a venerdì ore 10.30-12 e 16-19; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39
064744300; info@galleriatondinelli.it; www.galleriatondinelli.it
[exibart]
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