È passato esattamente un secolo da quando Amedeo Modigliani, soprannominato Modì (maudit, maledetto), secondo la definizione affibbiata dagli ambienti dell’epoca alla sua tormentata vicenda esistenziale, sbarca a Parigi. Era il 1906, e l’artista si trasferiva a Montparnasse, quartiere frequentato, insieme a Montmartre, da molti artisti del periodo. Parigi è in quegli anni il cuore pulsante della cultura e delle avanguardie europee, dove vivono i maggiori intellettuali del tempo: da Max Jacob a Picasso, da Chaim Soutine a Paul Guillaume, da André Derain a Suzanne Valadon. E ancora: Apollinaire, Constantin Brancusi, e tanti, tanti altri.
Un bel filmato presentato da Corrado Augias, che a Modigliani ha dedicato anni fa una biografia, apre la mostra, illustrando gli aspetti salienti della vita dell’artista. Aspetti che hanno contribuito ad alimentare la legenda nera di un personaggio che ha animato la vita bohémienne del tempo, combattendo contro la miseria e le avversità: ignorato dai contemporanei, condusse una vita sregolata, fatta di grandi bevute ed eccessi di ogni genere. La morte lo colse nel 1920, a soli 36 anni, facendolo seguire a due giorni di distanza, dalla compagna e musa ispiratrice di tanti ritratti, Jeanne Hébuterne, che si suicidò gettandosi dalla finestra con in grembo il figlio di otto mesi.
Sono soprattutto i ritratti a costituire, insieme a tre dei suoi celebri nudi femminili, il corpus della mostra. Ce ne sono due famosi di Leopold Zborowski, gallerista polacco amico di Modigliani, che organizzò alcune delle sue mostre, sostenendo anche artisti come Chaïm Soutine e Maurice Utrillo. E c’è un’immagine del poeta Paul Guillaume seduto, del 1916. A lui, sollecitato a dare una risposta sul perché lo avesse raffigurato con un occhio chiuso ed uno aperto, Modigliani rispose: “Perché con uno tu guardi il mondo, con l’altro guardi in te stesso”.
Spicca un piccolo quadro dedicato alla sua compagna Jeanne Hébuterne, seduta davanti al letto in un’atmosfera di intimità domestica, del
Molto bella la testa femminile in pietra, unica scultura presente alla mostra, che testimonia l’interesse dell’artista per l’arte scultorea, alla quale inizia a dedicarsi nel 1911 grazie all’amicizia con lo scultore rumeno appassionato di primitivismo, Constantin Brancusi, maestro indiscusso della plastica moderna. Insieme scopriranno l’arte negra, che ha tanto influenzato Modigliani. In un biennio eseguì numerose cariatidi femminili in pietra di arenaria o dipinte su tela, alcune delle quali presenti in mostra. Avrebbe voluto dedicarsi più attivamente alla scultura, ma non gli fu possibile: sia per la salute delicata che non tollerava le polveri del marmo sia per i problemi economici. Si racconta addirittura di traversine della metro rubate durante la notte. O di un grande blocco di pietra preso dalla strada e scolpito che gli venne tolto dagli operai e che Modigliani, disperato, dovette cedere.
Tra i celebri nudi femminili presenti in mostra, il Nudo coricato con le mani unite del 1917 (olio su tela proveniente dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli) e il Nudo sdraiato con le braccia dietro la testa, del 1916, proveniente dalla Collezione Bűhrle di Zurigo. Numeroso il materiale proveniente dall’Institut Archives Légales Amedeo Modigliani di Parigi: numerose fotografie in bianco e nero che attestano le amicizie del pittore e le sue avventure nei locali notturni parigini.
consuelo valenzuela
mostra visitata il 24 febbraio 2006
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Felicidades por haber hecho esta muestra, creo que Modigliani se lo merecía. Escribiré un articulo sobre ella ya que soy critica de arte para un periodico mexicano. Ojala me puedan enviar una buena imagen.
l'ho attesa da tanto tempo. finalmente è arrivata.
beh, ci sarebbe pure quella a palazzo reale a milano...
nel 2003 palazzo reale a milano ha dedicato una splendida mostra a modigliani.
Volevo segnalare che l'ultima mostra in Italia interamente dedicata a Modigliani non risale a 16 anni fa ma, bensì al 2003, a Milano - Palazzo Reale -. Ne sono certa... sono andata a Milano appositamente per vederla! se non vado errato fu aperta a marzo e prorogata da luglio fino, addirittura, a settembre...