La prima cosa che colpisce osservando le fotografie di Maurice Scheltens è la dissonanza tra la familiarità dell’immagine -ben presente al repertorio iconografico dello spettatore- e il montaggio precario degli elementi che la compongono.
I quadri di fiori, frutta, e oggetti suntuari tipici della pittura olandese Secolo d’Oro, si prestano come modello per i set che l’artista assembla di fronte all’obiettivo: nuove nature morte di fotografie ritagliate e poi incollate su supporti cartacei. Le citazioni tuttavia non sono mai complete o letterali e il sistema di significati e riferimenti comuni che rendeva leggibile e rappresentativo il genere seicentesco si rifrange in un
In Avalanche, la più grande tra le stampe di questa serie, i frammenti si sovrappongono e si allineano senza coerenza prospettica, poiché ciascuno conserva la luce e la posa del primo scatto. In basso a destra, disponendo quasi in piano le sagome degli anemoni e delle pesche, l’artista ha creato una sorta di anamorfosi che non ha chiave e in questo angolo di gioco rivelatore ha inserito ritagli rovesciati, le cui forme accolgono parole e scrittura. Il brano esplicitamente logora il confronto tra l’illusionismo colto e simbolico dell’originale e la sterilità di figure che non rimandano a niente, non rappresentano nulla se non una vocazione infinita al mutamento di segno.
Allo stesso modo in Glossy Scheltens denuncia l’opacità dei suoi oggetti e le figure di brocche e bicchieri si sbiancano e appiattiscono, colpite nuovamente dalla luce, mentre in Still life without food lo sfondo bianco e uniforme inscatola l’autosufficienza del messaggio.
articoli correlati
i mai visti: sorprese di frutta e fiori a Firenze
Paul Ferman
Fiamminghi olandesi. Dipinti dalle collezioni lombarde
francesca zanza
mostra visitata il 25 settembre 2003
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…
Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…
Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…
Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…
Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…
I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità