Olio su tela, olio su rame e due disegni Sumi – tecnica a inchiostro di matrice orientale – per una serie di lavori che esprimono la propria cifra stilistica e concettuale a partire dai soggetti e dal formato di presentazione prescelti: negli interni delle chiese o in alcuni paesaggi, il campo largo è associato da Levenstein ai formati più piccoli delle opere, quasi a voler evitare un eccesso analitico nella resa dei particolari potenzialmente in grado di offuscare la resa atmosferica generale; quando invece il formato si allarga, ecco comparire soggetti definiti, dalla figura umana – una in particolare, dal forte richiamo ad Hopper – alle composizioni floreali.
Proprio nelle nature morte, l’artista russo risulta in grado di esprimere tutto il potenziale dell’operazione presentata: la pittura di Levenstein, nel contrasto tra la resa minuziosa delle composizioni floreali e la relativa indeterminatezza atmosferica del paesaggio circostante, si concentra su una nozione di tempo psichicamente investita, che nella parziale rivisitazione del tema classico della vanitas non si limita al mero simbolismo dei soggetti.
Una riflessione, in ultima istanza, in grado di caricare luoghi e oggetti senza ricorrere ad una caratterizzazione materica o gestuale del tocco pittorico, capace comunque di rendere al meglio un’interrogazione intima e intensa.
andrea d’ammando
mostra visitata il 27 settembre 2012
dal 14 settembre al 20 ottobre 2012
Matvey Levenstein, New Paintings
Galleria Lorcan O’Neill
via degli Orti d’Alibert 1, (00165) Roma
Orari: da lunedì a venerdì 12 – 20, sabato 14 – 20
Info: Tel 06 6889-2980, Fax +39 06 683-8832, mail@lorcanoneill.com, www.lorcanoneill.com
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