Categorie: roma

fino al 21.II.2009 | Rósa Gísladóttir | Roma, Galleria 196

di - 12 Febbraio 2009
Anche la plastica ha un’anima, attraversata com’è da quella sua vena estetica seducente e perversa. È la poetica del consumo, della spazzatura, dell’inquinamento, del riciclo, della globalizzazione, approdo degli ultimi sessant’anni di politica internazionale economica e sociale.
Non perde di vista l’ironia Rósa Gísladóttir (Reykjavik, 1957), presentando a Roma – in occasione della sua prima personale – le tappe più recenti di una ricerca artistica che, dal 2002, è incentrata proprio sulla poetica dell’oggetto quotidiano. Il titolo stesso della mostra, Looking at the Overlooked, è un omaggio a Norman Bryson, i cui saggi sono stati una sua preziosa fonte ai tempi della tesi per il master in arte ambientale, che Gísladóttir ha conseguito alla Manchester Metropolitan University nel 2003.
In Osservare ciò che passa inosservato (1990), riflettendo sul concetto di natura morta nel contemporaneo, Bryson introduce il termine rhopos (oggetti banali, inezie): “Una visione ropografica dell’arte fa sì che il soggetto non sia elevato alla dimensione eroica, ma conservi il proprio carattere terreno; quella che risalta è l’arte usata per rappresentarlo”.
L’artista islandese concorda con questa visione dello still life, interpretandola con differenti mezzi espressivi. Inizialmente erano sculture in gesso che riproducevano la forma dei contenitori usa-e-getta dei cibi; col tempo si sono liberate da riferimenti più espliciti, diventando volumi che richiamano alla memoria la lezione di Giorgio Morandi.
Ulteriore evoluzione è stata quella di lavorare direttamente su un oggetto-rifiuto come la bottiglia di plastica – destinata a essere il fossile della nostra civiltà – come in 16 potential fossils, installazione realizzata proprio con bottiglie di colori, forme e dimensioni diverse, disposte su una mensola (nella visione è implicato il gioco di ombre sulla parete bianca della galleria).
Utilizzando, poi, circa 250 bottiglie riciclate (alcune arrivate dall’Islanda, altre recuperate nella Capitale) e riempite d’inchiostro diluito in acqua, Gísladóttir costruisce The doubt of future foes exciles my present, una colonna alta tre metri, omaggio alla romanità. Il titolo è un frammento poetico di Elisabetta I d’Inghilterra: “Il timore di futuri nemici esilia la gioia dal mio presente”, aulico escamotage per affermare le paure e le incertezze per il destino del nostro pianeta.
La scelta cromatica di passare dalle tonalità del giallo al violetto, al rosa, al verde, all’azzurro è l’evocazione di un’idea di paesaggio. Rappresentano la terra, le montagne, il cielo. Sembra che in Islanda i monti, in presenza di una luce particolare, assumano proprio gli stessi riflessi violacei.
Non voglio mostrare la spazzatura”, spiega Gísladóttir, “ma voglio rendere l’osservatore consapevole del problema mostrando qualcosa di piacevole. Sono oggetti molto semplici che hanno una loro valenza estetica che, tuttavia, passa inosservata. Dopo l’uso vengono buttati via”. Nascono così Flower bed (stampa su plexiglas) e le due installazioni multicolor Roman roses e Ice flowers che, se viste dall’alto, diventano aiuole fiorite.

Il fondo delle bottiglie di plastica non ha forse una sezione che richiama la forma stilizzata di un fiore?

manuela de leonardis
mostra visitata il 5 febbraio 2009


dal 5 al 21 febbraio 2009
Rósa Gísladóttir – Looking at the Overlooked
a cura di Federica Di Stefano
Galleria 196
Via dei Coronari 194 (zona Parione) – 00186 Roma
Orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 10-13.30 e 16-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 066892472; mob. +39 3385953004; info@galleria196.it; www.galleria196.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

A tu per tu con Mia Rigo, figura intraprendente, dinamica e originale che sta ridefinendo il ruolo degli archivi artistici

Imprenditrice di successo, collezionista d’arte e mente visionaria dietro il progetto Archivorum, Mia Rigo rappresenta oggi una fonte di ispirazione…

15 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Il giorno in cui nacque Apple: il contratto originale va all’asta da Christie’s

Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…

14 Gennaio 2026 19:06
  • Mostre

La polvere d’oro della vita. L’intimità di Ettore Sottsass in mostra alla Triennale di Milano

Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…

14 Gennaio 2026 18:49
  • Attualità

New York, folla in marcia sulla Fifth Avenue dopo l’uccisione di Renee Good

Abbiamo documentato la grande manifestazione svoltasi a New York domenica scorsa, a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good da parte…

14 Gennaio 2026 18:30
  • Progetti e iniziative

Milano Cortina, Farsettiarte ospita Casa Italia e una mostra internazionale

La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterà Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso…

14 Gennaio 2026 17:27
  • Progetti e iniziative

C’è una lotteria in cui si può vincere un’opera di Picasso da un milione

120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…

14 Gennaio 2026 13:54