Categorie: roma

fino al 22.II.2008 | City Slang | Roma, Dorothy Circus

di - 8 Febbraio 2008
Appena oltre gli archi di un acquedotto romano, embedded nel tessuto urbano, la street art. Dopo aver lasciato il suo segno vitale su via Nuoro, s’impossessa della Dorothy Circus Gallery. Nello spazio interno, frenetici si confrontano codici diversi, segni di colore e linguaggi interni al gruppo. Gli strumenti sono tutti quelli possibili per dare anima e colore al rigurgito urbano partorito dalle betoniere: graffiti, stencil, poster, installazioni. I nipotini di Basquiat e Keith Haring invadono le gallerie, stabiliscono nuove relazioni, si prestano all’industria della comunicazione e del marketing, favoriscono la nostra endofasia. Sempre rigorosamente trasversali alle culture.
I colori forti di una pubblicità aggressiva e da fumetto è ciò che lascia il segno di TvBoy, reduce dagli interventi in terra catalana, nella composta Barcellona. Dalle lattine urla un fumetto cattivo, Super Pop Soup, il colore spesso fuoriesce dal perimetro stabilito, invade la parete. Si esalta il punto esclamativo, segno d’interpunzione dello stupore e dell’enfasi che arriva dritto dal lessico delle chat e degli sms. Dalla banlieue parigina spunta allegro SupaKitch coi suoi SupAnimal, curati e definiti, intrisi di manga e cartoon giapponesi. Alla Dorothy Circus, le croci sono i suoi morfi ricorrenti: SupaDeath e SupaChrist.
Sono folletti tecnologici, invece, That’s Amore e Art Living Vandal Living, che ammiccano beffardi dalle pareti per Mr.Wang + Ale, sprizzando segnali complici. Territori ed essenze orientali emanano i Kakemono, stampati su tela che scendono dal soffitto, a firma di Koralie: un puzzle composito di ornamenti amplificati.
Ma la street art reinterpreta anche i segni tradizionali. Sten + Lex + Lucamaleonte trasformano in tessere le incisioni dantesche di Gustave Doré, ne mantengono il rigoroso pigmento in bianco e nero, il punto d’osservazione è il taglio di una ripresa cinematografica che può schiacciare le figure di Dante&Virgilio, porta in primo piano i dettagli Piedi, li sfiora dall’alto.
E nella project room, rosso liquido che domina, è un’affiche di Henri de Toulouse-Lautrec a fornire lo spunto per chiedere a undici writer romani di effettuare un’incursione fra gli stimoli offerti da questo anticipatore della poster art. Così viene presentata l’attività del G.A.R. – Gruppo Autoproduzioni Romane, costituitosi a fine 2007. Crazy Diamond si replica su supporti differenti e sfida il colore; KIV invece trasforma in acrobate le sue lap dancer, moderne traslitterazioni delle donnine parigine.
E per chi volesse assistere a una live performance degli artisti, l’appuntamento è per il 17 febbraio alle 19. Dove? Sulle mura del vicinissimo Circolo degli Artisti.

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mostra visitata il 22 gennaio 2008


dal 22 gennaio al 22 febbraio 2008
City Slang. The Street Comes to the Gallery
a cura di DCG e Micòl di Veroli
Dorothy Circus Gallery
Via Nuoro, 17 (zona Pigneto) – 00182 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 11.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 067021179; a.mazzanti@dorothycircusgallery.com; www.dorothycircusgallery.com

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