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Fino al 22.IV.2017 | Graham Hudson, I’m empty like a vegetable | Monitor, Roma

di - 19 Aprile 2017
In questa personale ospitata dalla Galleria Monitor di Roma fino al prossimo 22 aprile, Graham Hudson focalizza la sua attenzione sulla figura di Jane Fonda, sovvertendone a sorpresa il cliché di diva luminosa e glitterata che l’iconografia hollywoodiana spesso impone. Le grandi tele in bianco e nero offrono un ritratto in chiaroscuro in senso visivo e psicologico della famosa attrice, che nasconde un passato familiare e personale denotato da alti vertiginosi e bassi profondissimi.
Le opere su tela, presentate come grandi trittici non vincolati tra loro, sembrano un book fotografico tridimensionale che scorre nel tempo le immagini della Fonda, il cui indubbio fascino viene appesantito da colate di nero e giochi d’ombra che vogliono inghiottire le forme sensuali e iconiche dell’attrice, che a tratti sembrano essere emanate dalla donna stessa, lasciando spesso il dubbio della loro reale provenienza.
Il peso più grande che incombe sull’esistenza di Jane Fonda è senza dubbio quello del suicidio della madre, avvenuto durante un ricovero per problemi psichiatrici, quando la figlia era appena dodicenne: la donna si tolse la vita tagliandosi la gola. La tragedia è messa in scena come nella migliore tradizione della cinematografia americana anni ’70, dove l’atto finale avveniva quasi sempre nella vasca da bagno, quasi a diventarne scenografia obbligata. Hudson realizza un’installazione di forte impatto, utilizzando una vasca da bagno vecchio stile con all’interno un grande barattolo di “serious mass” (un integratore proteico americano, il cui nome tradotto rende anche il gioco di parole di massa considerevole, quindi anche di una massa corporea a buon bisogno), che zampilla senza sosta del vino rosso, a simulare una testa sgozzata dalla quale fuoriesce sangue a fiotti, il tutto corredato da un invasivo effetto olfattivo al limite del nauseante dovuto allo stagnare del liquido rosso nella vasca stessa.
L’artista mette in scena le miserie esistenziali della vita della Fonda patinandole in base a un copione standardizzato, che non riesce comunque a nascondere il grigiore e il lezzo della morte e della sofferenza: il sogno americano, veicolato dai film a grande budget e dalle bellezze irraggiungibili dei suoi protagonisti, appare ancora più artificiale davanti a quella che è la vita vera. L’ultima opera esposta mostra una contemporanea medusa che al posto delle serpi sfoggia una cascata di fili elettrici e lampadine che spuntano da un casco da giocatore di football americano: l’artista riflette sulla fine della cultura classica impersonificata dal mito ellenico, qui rimpiazzato da una moderna simbologia a stelle e strisce che appare ironicamente tragica e comica al contempo.
Valentina Martinoli
mostra visitata il 15 aprile
Dal 15 marzo al 22 aprile 2017
Graham Hudson, I’m empty like a vegetable
Galleria Monitor
Palazzo Sforza Cesarini, via Sforza Cesarini 43, Roma
Orari: da martedì a sabato dalle 13.00 alle 19.00
Info: www.monitoronline.org

Storica dell'arte contemporanea. Ha lavorato nel campo della comunicazione culturale, come organizzatrice di mostre ed eventi e come guida turistica nei principali siti archeologici e museali di Roma. Collabora con Exibart e con altre testate web del settore dal 2015.

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