Ogni nicchia di rossi laterizi racchiude un’opera e svela una sorpresa. La sera dell’inaugurazione (quasi due settimane fa) la gente vagava divertita e affascinata dalla splendida e monumentale cornice dei Fori alla ricerca del piccolo evento che, silenziosamente, usciva dal buio, prendendo forma e sostanza. Venti lightbox per venti artisti, a simulare un potentissimo ricevitore satellitare che trasmette simultaneamente, per l’intera giornata, altrettanti canali, dedicati a meteo, borsa, tvbanking, oroscopo, lotto, calcio, home shopping, game e altro ancora.
Ad ogni artista è stato affidato un canale ed associata un’opera, in più di un caso realizzata espressamente per la mostra.
Appena scese le plurisecolari scale, ecco quindi che s’inizia con l’intervento di Gea Casolaro, testimonial indiscussa del canale viaggi, il mondo su piccolo schermo a portata di tutti, fatto di documentari, notiziari e cartoline. Proprio come le sue immagini dei Fori Imperiali, raggelate e confortanti visioni della Roma per turisti. E qui inizia il dedalo delle botteghe, ricco di colori e forme ammiccanti: buoni i lavori del giovanissimo Andrea Malizia (canale Music) artista romano dagli ingrandimenti impossibili, i tasti di un citofono, i fornelli della cucina, gli anelli di fumo che danno vita a veri e propri mondi e presenze alternative; Marzia Migliora (Rai Sat Album) lavora sulla memoria di persone e cose, scartabellando tra vecchi album di famiglia e ricostruendone la genesi e la storia; a Margherita Morgantin è affidato lo Studio Universal, il canale dei cinefili, dei film e delle interviste a loop continuo, mentre all’esordiente Donatella di Cicco il tranquillizzante mondo delle telenovelas, dei tv movies e rubriche per il casalingo pubblico femminile: Comedy life, il ritratto finto di una romantica cenetta a due. Decisamente splendido il light box di Brigitte Niedermair, Canal Jimmy, calibratissimo contrasto di chiaroscuri, opalescente e rarefatto nell’algida ed ambigua atmosfera di due (?) corpi avvinghiati. Antonio Rovaldi è invece Stream Tv, canale dedicato alle realtà regionali e al loro contesto culturale: dai fumi delle nebbie emerge la visione elegante e raffinata, di una figura solitaria e quasi mitica (pescatore o esploratore?) in una luce fredda ed astratta. Interessante è poi l’opera di Stefano Cagol, Digital Wind che ha lavorato sull’immagine di un’elica di un impianto di energia eolica, simbolo per eccellenza di movimento, la cui percezione è stata modificata con un programma di
Sono molti gli artisti presenti in questa mostra ed altrettanto valide le proposte fatte. Da Annalisa Sonzogni a Armin Linke, da Nicola Carignani a Monica Carocci. Il giudizio complessivo su questa iniziativa dedicata alla giovane arte italiana, è decisamente buono: Via Satellite dà una ulteriore ed importante chiave di lettura al panorama artistico contemporaneo, con opere di elevata qualità in una cornice espositiva inedita e mozzafiato.
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