Categorie: roma

fino al 24.II.2012 | Juliana Cerqueira-Leite | Roma, Galleria Lorcan O’Neill

di - 6 Febbraio 2012
Juliana Cerqueira-Leite (Chicago 1981, vive a New York) attraverso un approccio esistenziale e profondamente intimo con le proprie opere, evoca l’immanente presenza del suo corpo che si fa al strumento e, al contempo, supporto nel processo di creazione. L’artista americana-brasiliana, dipinge immergendo se stessa nel colore e scolpisce i suoi materiali – argilla, lattice, gesso – imprimendo il suo corpo nella materia, che prende vita e si lascia plasmare, instaurando con essa un rapporto viscerale, sensuale, privo di inibizioni.
Il visitatore che entra in galleria si nutre immediatamente dell’energia intensa e ardente sprigionata dalle opere in mostra, le vede ancora vive dell’impeto che le ha generate. L’ambiente piccolo, in cui sono raccolte poche opere, permette la concentrazione e l’osservazione dei percorsi che l’artista propone nelle sue tele. Osservando ad esempio “Inversion: Arch”, si riconoscono le orme dell’artista che, tra un segno e l’altro, ha tracciato fine linee colorate quasi a voler guidare l’osservatore riproponendo la mappatura dei singoli movimenti e del processo creativo stesso.
“Pull Up” è la scultura che occupa il centro dell’esposizione: una colata di lava bianca, una stalagmite; per realizzarla l’artista ha cosparso il suo corpo di gesso bagnato, creando gradualmente una forma verticale accovacciandosi e alzandosi in piedi ripetutamente. Anche in questo caso l’artista guida l’osservatore lasciando tracce riconoscibili di ogni parte del corpo: l’impronta di una mano, di un braccio, di una gamba sono impressi nella materia, catturati così da rendere l’opera nient’altro che pura estensione della fisicità dell’artista. Un incontro “corpo a corpo” con l’arte, un do ut des tra opera e artista. Del resto, la Cerqueira-Leite stessa ha spiegato che ciò che il processo creativo le rivela è sempre una sorpresa, una nuova scoperta, un processo in cui nulla è prestabilito, neanche un solo gesto. L’artista ci dimostra come, semplicemente, la linea che divide l’arte dalla vita può essere cancellata, recisa; un insegnamento che la storia dell’arte ci ha più volte rivelato, ma che è fondamentale tenere a mente.
È a questo punto che le parole di Ives Klein risuonano, più vere che mai, nello spazio bianco sporcato da segni densi che vivono e le cui urla rimbombano: “Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, se stesso”.

gaia palombo
mostra visitata il 3 febbraio 2012

dal 24 gennaio al 24 febbraio 2012
Juliana Cerqueira-Leite
Precede/Proceed. Sculpture and body drawings
Galleria Lorcan O’Neill
Via Degli Orti D’Alibert 1E – 00165 (Roma)
Orario: da lunedì a venerdì 12.00 – 20.00; sabato 14.00 – 20.00
Ingresso libero
Info: tel. +39 06 6889-2980; fax – 
mail@lorcanoneill.comwww.lorcanoneill.com
[exibart]

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