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Fino al 24.XI.2016 | Tomás Saraceno, Dark Cosmic Web | Pinksummer Goes to Rome, Roma

di - 16 Novembre 2016
Ne Il barone rampante Italo Calvino scrive la surreale storia di Cosimo Piovasco di Rondò, deciso a vivere la sua breve esistenza sugli alberi. Un rifiuto della terra portato avanti con caparbietà, fino in fondo, quando, in procinto di morire, fuggirà aggrappato ad una mongolfiera. Una suggestiva immagine letteraria, contraria alle abitudini e al comune pensare, carica di libertà e autodeterminazione. Proprio all’utopia di Calvino sembra ispirarsi la ricerca artistica di Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973), artista e architetto di fama internazionale la cui notorietà è legata ad installazioni visionarie e sorprendenti, in grado di modificare radicalmente la percezione e la fruizione dello spazio. Ispirate all’architettura utopista degli anni Sessanta del Novecento, le sue opere nascono dal desiderio di creare strutture aeree abitabili dall’uomo, energeticamente autosufficienti e a basso impatto.
Formatosi tra la Städelshule di Francoforte, dove è allievo di Peter Cook, diretta all’epoca da Daniel Birnbaum (curatore della 53ª Biennale di Venezia), e lo IUAV di Venezia, Saraceno è animato da un autentico spirito di ricerca (ha di recente registrato il brevetto dell’aerogel, materiale leggerissimo e resistente applicabile all’architettura).
Il suo immaginario è composto da città volanti, giardini sospesi e gigantesche tele di ragno che ambiscono ad insegnare all’uomo un futuro alternativo, fatto di reciproca interdipendenza, rispettoso dell’ambiente e soprattutto staccato dal suolo, su nuvole artificiali sospese a mezz’aria. Spazi elastici, in perenne mutazione, animati da ambizioni cosmiche e inedite presunzioni sociali, non di rado mutuate dal mondo animale, incorrotto e sostenibile.

Lavori ambientali in cui convergono architettura, sociologia, psicologia, scultura, ecologia e ingegneria, in un approccio interdisciplinare per nuovi modi di concepire lo spazio, totalmente staccato dalla terra. Un fare etereo e leggero che agisce nelle grandi installazioni (memorabili sono On Space Time Foam del 2012 all’Hangar Bicocca di Milano, spazio sospeso di membrana elastica a copertura di una superficie complessiva di 1200 metri quadri, e In Orbit del 2013, gigantesca rete metallica a tre livelli sospesa a 25 metri dal suolo, sopra la piazza del K21 Ständehaus di Düsseldorf) e che ancor di più informa i lavori più piccoli, come quelli presentati alla personale “Dark Cosmic Web” in corso da Pinksummer Goes to Rome, in Via del Vantaggio, tra Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, evento inaugurale del nuovo percorso di residenza capitolina della galleria genovese. Al piano terra l’artista propone quattro opere, tre delle quali a parete, trasposizione in superficie dell’unica opera scultorea. All’ingresso, sospesa con cavi d’acciaio, una teca di vetro racchiude una duplice ragnatela caratterizzata da una trama assai diversificata, composta da più specie di aracnidi, i cui tempi e spazi da azione sono stati stabiliti e monitorati dall’artista per oltre tre mesi. Il primo ad agire è stato un ragno asociale, che ha operato in totale solitudine. Sulla tela di questo hanno poi innestato le proprie trame ragni semisociali prima, ragni sociali poi.
Il risultato, eccezionale sul piano estetico, assume complessi rimandi concettuali, rivelando la necessità di un’azione coordinata, di un mondo progettato e gestito di comune accordo per il bene comune. Una più spiccata connotazione installativa assume il lavoro collocato nel vano ipogeo. Tre fili di ragnatela sospesi con della fibra di carbonio sono movimentati dal calore generato da tre grandi fari. Ogni spostamento è  registrato da un sensore collegato ad un computer, programmato per associare una sonorità differente a ciascun movimento fino a comporre un’armoniosa melodia. È l’ennesima prova escogitata dall’artista per rivelare il gioco delle parti, l’affascinante ed impensabile equilibrio determinato dalla sintonia tra più componenti. Calore, ragni, luce, suono, tecnologia sono gli attori di un inedito sistema attraverso cui l’artista non solo ambisce a dimostrare la possibilità di una convivenza pacifica tra natura e artificio, ma anche l’obliata e a tratti inedita bellezza che da questo rapporto scaturisce.

Carmelo Cipriani
mostra visitata il 12 ottobre
Dal 10 ottobre al 24 novembre 2016
Dark Cosmic Web – Tomás Saraceno
Pinksummer Goes to Rome
Via del Vantaggio 17/A, 00186 Roma
Orari: dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30.
Info: 010 2543762    info@pinksummer.com     www.pinksummer.com

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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