Categorie: roma

fino al 25.II.2011 | Michael Dean / Don Brown | Roma, Nomas Foundation / Lorcan O’Neill

di - 7 Febbraio 2011
Un progetto declinato in due
distinte accezioni, appositamente sviluppate per i due differenti spazi
ospitanti della Nomas Foundation e dello Street
View
della Galleria Lorcan O’Neill, è ciò che Micheal Dean (Newcastle Upon Tyne, 1977; vive a Londra) ha
realizzato per la sua prima personale nella Capitale. Accezioni progettuali che
propongono gli aspetti fondamentali della sua produzione artistica (scultura,
performance, parola scritta e parlata) e che non si sono (volutamente) sottratte
alle suggestioni culturali che Roma evoca a chiunque percorra le sue strade,
ricolme di quella storia millenaria stratificata che si legge in un unico colpo
d’occhio in molti monumenti.

Per la Nomas Foundation,
catalizzatore della riflessione di Dean è stato un preciso elemento architettonico,
e cioè la colonna che, investita di una certa simbologia sin dall’antichità,
per antonomasia raffigura la città stessa (anche il logo ideato per Roma Capitale ne è una conferma). Our daily permanence propone una piccola
foresta di otto minute colonne distribuite su piedistalli. Per la prima volta
Dean accosta al cemento il vetro, per tradurre anche quel senso di
cristallizzazione correlato alla storia. Combinazione dei materiali che
conferisce all’oggetto un particolare aspetto indefinito.

Il filiforme andamento delle
sculture presenta, però, manipolazioni che riproducono il personale alfabeto
elaborato dall’artista. Parte anatomica formalmente sovrapponibile alla colonna
è il collo. Anch’esso elemento portante di un tesoro (cioè della testa), il
collo racchiude un altro bene prezioso che contraddistingue l’uomo, la voce, e
quindi la capacità di modulare il linguaggio. È a questa capacità che Dean fa
riferimento durante la sua performance: maneggiando una delle sue sculture,
interpreta un testo da lui elaborato. Uno scritto che circola per la città,
perché distribuito in altri spazi espositivi e da alcuni studenti
dell’Accademia. Due sedili, infine, stanno a indicare le mutazioni di funzione
cui possono sottostare alcuni oggetti; qui significano alcuni capitelli
trasformati in “panchine” su cui i turisti si siedono.

The Look of Touch è l’altra declinazione del progetto realizzato da
Dean per il quarto appuntamento di Street
View
della Galleria Lorcan O’Neill. Ferme restando le peculiarità finora
descritte, l’artista ha realizzato quattro sculture di differenti grandezze,
ugualmente segnate dalle linee dell’alfabeto da lui elaborato. Solamente tre
sono le sculture visibili da fuori, per creare una diversa esperienza visiva
tra la visione dall’esterno da quella dall’interno: è solo dall’interno,
infatti, che si possono individuare le differenze tra le sculture “alfabetiche”
(percorse dal personale alfabeto) e quelle “analogiche” (che riproducono
semplicemente la forma), come lo stesso Dean distingue.


Infine, sono gli ultimi lavori
scultorei e grafici di Don Brown
(Norfolk, 1962; vive a Suffolk) a essere esposti in galleria. Sculture dalla
perfezione formale che non rinnega le radici culturali classiche e neoclassiche,
che riproducono “all’infinito” Yoko, la sua musa, nelle più diverse
combinazioni.

articoli correlati

Michael
Dean a Torino

Michael
Dean a Milano

video correlati

Don
Brown da O’Neill

daniela trincia

mostra visitata il 10 dicembre
2010


dal 9 dicembre 2010 al 25 febbraio 2011

Michael Dean – La nostra permanenza quotidiana

a cura di Cecilia Canziani e Ilaria
Gianni

Nomas Foundation

Viale Somalia 33 (quartiere Africano) – 00199 Roma

Orario: da martedì a venerdì ore 14-19

Ingresso libero

Info: tel./fax +39 0686398381; info@nomasfoundation.com; www.nomasfoundation.com

dal 10 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011

Street View – Michael Dean

Don Brown

Galleria Lorcan O’Neill

Via Orti d’Alibert, 1e (zona Trastevere) – 00165 Roma

Orario: da lunedì a venerdì ore 12-20; sabato ore 14-20

Ingresso libero

Info: tel. +39 0668892980; fax +39 066838832; mail@lorcanoneill.com; www.lorcanoneill.com

[exibart]

Visualizza commenti

  • oh che belle statuine tutte tonde e genuine
    chiunque ne abbia una vicina si prende la dose di medicina.

  • Due sedili, infine, stanno a indicare le mutazioni di funzione cui possono sottostare alcuni oggetti; qui significano alcuni capitelli trasformati in "panchine” su cui i turisti si siedono.

    patetico è fargli un complimento

Articoli recenti

  • Mostre

Anni Ottanta: istruzioni per l’uso. Alla Galleria Civica di Trento

Fino al 28 giugno, ‘Hit List 80’ trasforma il Trentino in un osservatorio critico su un decennio di euforia e…

3 Marzo 2026 0:02
  • Arte antica

Beato Angelico e Bartholomeus Spranger: ai Musei Reali di Torino due Giudizi Universali a confronto

Oro, demoni e anime in giudizio: ai Musei Reali di Torino, il paradiso ordinato di Beato Angelico si scontra con…

2 Marzo 2026 19:08
  • Personaggi

Diya Vij è la nuova commissaria alla Cultura di New York: la nomina che segna la linea Mamdani

Il sindaco Zohran Mamdani ha nominato la curatrice Diya Vij alla guida del Department of Cultural Affairs di New York,…

2 Marzo 2026 18:55
  • Mercato

Buchi, tagli, materia: all’asta cinque capolavori di Lucio Fontana

Cinque opere iconiche provenienti dalla stessa collezione ripercorrono, da Sotheby's, il lavoro del maestro italiano. Stima complessiva fino a 15…

2 Marzo 2026 18:23
  • Arte antica

Un Rembrandt riscoperto dopo 65 anni: la nuova attribuzione del Rijksmuseum

Dopo due anni di analisi portate avanti con tecnologie diagnostiche avanzate, il Rijksmuseum attribuisce a Rembrandt un dipinto del 1633…

2 Marzo 2026 18:22
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 2 all’8 marzo

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 2 all'8 marzo, in scena nei teatri di…

2 Marzo 2026 14:30