Per la Nomas Foundation,
catalizzatore della riflessione di Dean è stato un preciso elemento architettonico,
e cioè la colonna che, investita di una certa simbologia sin dall’antichità,
per antonomasia raffigura la città stessa (anche il logo ideato per Roma Capitale ne è una conferma). Our daily permanence propone una piccola
foresta di otto minute colonne distribuite su piedistalli.
Dean accosta al cemento il vetro, per tradurre anche quel senso di
cristallizzazione correlato alla storia. Combinazione dei materiali che
conferisce all’oggetto un particolare aspetto indefinito.
Il filiforme andamento delle
sculture presenta, però, manipolazioni che riproducono il personale alfabeto
elaborato dall’artista. Parte anatomica formalmente sovrapponibile alla colonna
è il collo. Anch’esso elemento portante di un tesoro (cioè della testa), il
collo racchiude un altro bene prezioso che contraddistingue l’uomo, la voce, e
quindi la capacità di modulare il linguaggio. È a questa capacità che Dean fa
riferimento durante la sua performance: maneggiando una delle sue sculture,
interpreta un testo da lui elaborato. Uno scritto che circola per la città,
perché distribuito in altri spazi espositivi e da alcuni studenti
dell’Accademia. Due sedili, infine, stanno a indicare le mutazioni di funzione
cui possono sottostare alcuni oggetti; qui significano alcuni capitelli
trasformati in “panchine” su cui i turisti si siedono.
The Look of Touch è l’altra declinazione del progetto realizzato da
Dean per il quarto appuntamento di Street
View della Galleria Lorcan O’Neill. Ferme restando le peculiarità finora
descritte, l’artista ha realizzato quattro sculture di differenti grandezze,
ugualmente segnate dalle linee dell’alfabeto da lui elaborato. Solamente tre
sono le sculture visibili da fuori, per creare una diversa esperienza visiva
tra la visione dall’esterno da quella dall’interno: è solo dall’interno,
infatti, che si possono individuare le differenze tra le sculture “alfabetiche”
(percorse dal personale alfabeto) e quelle “analogiche” (che riproducono
semplicemente la forma), come lo stesso Dean distingue.
Infine, sono gli ultimi lavori
scultorei e grafici di Don Brown
(Norfolk, 1962; vive a Suffolk) a essere esposti in galleria. Sculture dalla
perfezione formale che non rinnega le radici culturali classiche e neoclassiche,
che riproducono “all’infinito” Yoko, la sua musa, nelle più diverse
combinazioni.
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Michael
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Don
Brown da O’Neill
daniela trincia
mostra visitata il 10 dicembre
2010
dal 9 dicembre 2010 al 25 febbraio 2011
Michael Dean – La nostra permanenza quotidiana
a cura di Cecilia Canziani e Ilaria
Gianni
Nomas Foundation
Viale Somalia 33 (quartiere Africano) – 00199 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 14-19
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0686398381; info@nomasfoundation.com; www.nomasfoundation.com
dal 10 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011
Street View – Michael Dean
Don Brown
Galleria Lorcan O’Neill
Via Orti d’Alibert, 1e (zona Trastevere) – 00165 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 12-20; sabato ore 14-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0668892980; fax +39 066838832; mail@lorcanoneill.com; www.lorcanoneill.com
[exibart]
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oh che belle statuine tutte tonde e genuine
chiunque ne abbia una vicina si prende la dose di medicina.
A me i lavori di Dean non dispiacciono
Joelle
Michael Dean è bravissimo
Due sedili, infine, stanno a indicare le mutazioni di funzione cui possono sottostare alcuni oggetti; qui significano alcuni capitelli trasformati in "panchine” su cui i turisti si siedono.
patetico è fargli un complimento