Categorie: roma

fino al 26.VI.2004 | Jaume Pensa – il suono del sangue parla la stessa lingua | Roma, Volume!

di - 16 Giugno 2004

Non si può stabilire a priori quale sia il contenente e quale il contenuto nell’allestimento che l’artista catalano ha progettato per la galleria di Francesco Nucci. E come di rado accade il problema ingombrante dello spazio espositivo e della sua architettura si sottomette a quello dell’immagine, dell’elemento immateriale che cerca il riconoscimento e la presenza dello spettatore.
“La scultura” dice Jaume Plensa “è la possibilità, attraverso un elemento fisico, di parlare dell’intoccabilità delle cose. Io ho parlato molto del Macbeth di Shakespeare e in questo senso lui ammazza un re che è un corpo fisico, ma alla fine capisce che non ha ammazzato un re, ma ha ammazzato la possibilità di dormire. Allora” continua l’artista “questa è scultura allo stato puro” . Sempre in catalogo, rispondendo alla domanda di Lorenzo Benedetti sull’intervento dell’artista nello spazio pubblico, parla dell’architetto come di un interlocutore, mentre a se stesso assegna il compito di lavorare sul monumento, con un’iniezione di vita che rigeneri il corpo morto.
Ne Il suono del sangue parla la stessa lingua -la cui ideazione si colloca in una mostra del ’98 al Kestner Gesellschaft di Hannover- questo pensiero intenso sulla speranza artistica sembra scoprire il suo circuito primario nei sensi e nella genesi del linguaggio. Prima però Plensa si preoccupa di risolvere, in positivo, la questione del rapporto con un altro tipo di sapere, quello medico-scientifico, che viene presentato con un candore impareggiabile nella sua natura di rappresentazione necessariamente imperfetta e immaginifica.

La macchina dei doppler collocata all’ingresso è uno stupendo rovesciamento dei modellini anatomici che lasciano vedere gli organi e le arterie (l’angelo sulla copertina di In utero dei Nirvana , per capirsi), a loro volta macabro e grottesco ricordo di pratiche d’indagine sul corpo vivo; l’incisione chirurgica qui lascia il posto all’ascolto del sangue che scorre, e alla doppia trasformazione in analisi fisica e in fantasia (con l’evidenza a cui ci si arrende affascinati dell’invisibilità di alcune cose). La scoperta che dentro l’uomo c’è un rumore, identico per ciascuno in quanto pre – verbale, è il pretesto per parlare di un’immagine che sorge non per una corrispondente esperienza sensibile, ma per mancanza e desiderio: come si può infatti pensare il silenzio e come nasce nella mente dell’uomo un pensiero che prima non c’era? Che rapporto c’è tra il formarsi di un’immagine e il formarsi della sua parola?
Varcando la seconda porta, si entra nella luce rossa e fumosa di un labirinto, dove il suono vorticoso e informe del sangue guida il passo fino all’ultima parete, su cui si intravedono in continua dissolvenza lettere di alfabeti diversi (giapponese, greco, arabo, ebreo e cinese: segni, ancora incomprensibili e già belli). La lingua comune di cui si parla nel titolo allude forse a quelle “particelle” immesse nell’aria dal corpo dell’uomo perché qualcun altro le raccolga e ne faccia immagine, pensiero, verbo.

articoli correlati
Carlos Garaicoa – Jaume Pensa, doppia personale al palazzo delle Papesse

francesca zanza
mostra visitata il 29 maggio 2004


Jaume Plensa. Il suono del sangue parla la stessa lingua
Volume!, via San Francesco di Sales 86-88 (via della Lungara), tel. & fax 06/6892431, mar-sab 18:00/20:00, sito web www.volumefnucci.it, e mail info@volumefnucci.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30