elegante. Il tratto nero è perfettamente in armonia con l’intero ambiente: le opere che ruotano attorno al perimetro ovale della galleria – per l’occasione sono stati aperti anche gli alti lucernari – e il bianco fondo, severo, che in qualche modo costringe e limita l’impulso di un gesto apparentemente non premeditato.La composizione complessiva è perfetta e bisogna avvicinarsi per notare le sbavature e cancellature che l’artista ha inserito per ammorbidire la netta linea nera, decisa e sinuosa allo stesso tempo. Che siano sagome o percorsi sconosciuti di mappe inesplorate, ogni disegno racconta una parte dell’universo introspettivo e privato di Oehlen. Tutti i disegni sono senza titolo, per una libera lettura di ogni singolo movimento che l’artista ha voluto segnare nel foglio di carta.  La presenza in mostra di lavori di formato più piccolo, risalenti al 2010, denota che questa tendenza verso una produzione più “pura” e incentrata sul disegno non è esattamente recente, ma fa parte di un’evoluzione della ricerca dell’artista in cui il segno e il gesto restano comunque i caratteri formali centrali del suo linguaggio.
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