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fino al 28.II.2001 | Forma 1 e i suoi artisti | Roma, GCAMC

di - 10 Gennaio 2001

“In verità non mi sento a tutt’oggi in grado di valutare la portata del Giubileo; non so ancora quale sia stata la sua impronta decisiva e quali gli esiti futuri. […] Rimango pur sempre inquieto dinanzi al doppio binario su cui corre l’uomo […]”. Con queste parole, in un articolo pubblicato sul Messaggero del 7 Gennaio 2001, Ugo Attardi tenta di dare un giudizio all’anno giubilare da poche ore concluso.
Insieme alla Accardi, a Perilli, Turcato, Sanfilippo, Dorazio, Consagra, Ugo Attardi fece parte del movimento Forma 1 cui Roma, proprio a cavallo tra il 2000 ed il 2001, dedica una mostra che già fece tappa a Praga due anni fa.
Nel marzo del ’47 venne pubblicato il Manifesto di Forma 1. I sei artisti del nucleo iniziale si dichiararono formalisti e marxisti affermando che questi non erano elementi dicotomici; aborrivano tutta la pittura psicologica e realista che viveva, con Guttuso, gli anni di maggior fulgore in quel periodo.

La convinzione verso l’astrattismo, come bandiera di una libertà espressiva, si consolida negli anni grazie ai viaggi che gli artisti di Forma compiono a Praga e a Parigi; l’interesse si focalizza verso uno studio della forma e del segno (specie in Sanfilippo e Accardi), il Manifesto recitava infatti: “ci interessa la forma del limone, non il limone”. Il percorso espositivo si articola in una prima parte dedicata alla ricerca collettiva di Forma 1 (dal ’47 al ’51) ed in una seconda composta da una sorta di piccole monografiche mirate a esporre il percorso che, a partire dal ’51 anno di sostanziale scioglimento di Forma, ogni artista intraprenderà per proprio conto.
E’ nella prima sezione che traspaiono i rapporti di Forma con le avanguardie italiane ed internazionali. Le prime opere di Dorazio e Guerrini sembrano guardare, nel titolo e nei temi, al futurismo italiano di Prampolini e Balla piuttosto che a quello russo; Sanfilippo sviluppa una poetica basata sul segno che viene studiato durante tutti gli anni ’50 e ’60; Turcato, il più maturo e forse il più completo, presenta opere dai cromatismi ‘giocosi’ che lo avvicinano al lavoro di Matisse e dei Fauves. Grandissime sono – in linea generale – le vicinanze tra tutto il movimento di Forma ed il Cubismo di Braque e Picasso.
Nelle sezioni monografiche piacevolissime sorprese dalle sculture di Pietro Consagra (se ne trova una nella strada interna della Galleria e un’altra è collocata già dal ’97 a due passi da Via Veneto a Roma) che, dagli anni ’50 inizia il suo studio mirato a posizionare in maniera univoca lo sguardo dello spettatore; nascono così le Città Frontali e le Sottilissime. L’allestimento, curato dalla Prof.ssa Simonetta Lux, prosegue presentando l’opera più recente di maestri come Piero Dorazio e Carla Accardi che, seppur ancora attivi e viventi, sono indiscussi punti di riferimento per l’arte contemporanea italiana. Di un certo interesse anche le sculture lignee di Perilli il quale, prendendo spunto da temi classici, in questi ultimi anni sta sviluppando un suo personalissimo studio sulla geometria.
La mostra è affiancata da un’esposizione di fotografie della Roma degli anni ’50 realizzate da Francesco Perego; peccato che, senza che vi sia avvertimento alcuno, questa esposizione è chiusa il sabato e la domenica probabilmente per il fatto che le foto sono collocate all’interno della mediateca.

E’ il caso di fare una mostra in due aree con orari differenti? E’ il caso di avere una moderna mediateca che ha gli stessi orari dell’ufficio del catasto (per non parlare della galleria stessa che di Domenica chiude alle 14 !?!), impedendo la tanto auspicata integrazione dello spazio espositivo con il quartiere e la Città tutta? E’ il caso di impedire sistematicamente ai visitatori la visita alla ricca collezione permanente della galleria?
La gestione della nuova GCAMC di Roma non sembra ancora all’altezza del suo fondamentale compito culturale e sociale.
Menzione positiva per l’aspetto didattico che risulta, invece, efficace e curato.

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massimiliano tonelli


“Forma 1 e i suoi artisti”. Roma Galleria Comunale d’arte Moderna e Contemporanea, Via Reggio Emilia, 54. Dal 19 dicembre 2000 al 28 febbraio 2001. Da martedì a domenica 9 – 19, festivi 9-14, lunedì chiuso. Biglietto £10000/8000. info: 0667107900; galleria.moderna@comune.roma.it; www.comune.roma.it/gal_com; Catalogo Gangemi £60mila in mostra. Visite guidate il sabato ore 17, domenica ore 10. Servizi igienici: SI, accesso disabili: SI, caffetteria: SI, lingue straniere: NO, audioguide: NO, bookshop: SI, tempo di visita: 60min.




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