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fino al 28.II.2009 | Peter Menzel & Faith D’Aluisio | Roma, Mandeep

di - 5 Febbraio 2009
Cinque anni trascorsi in giro per il mondo, centinaia di scatti, migliaia di parole e altrettanti numeri per conseguire l’obiettivo. Hungry planet. What the world eats – Best Book of the Year 2006 – è uno dei prodotti più interessanti del fotografo Peter Menzel (Hartford, Connecticut, 1948; vive a Napa, California) e di sua moglie Faith D’Aluisio, giornalista e food stylist, autori fra l’altro anche di Material world e Man eating bugs.
Quanto alla mostra, è stata prodotta dalle associazioni Solares e Kuminda di Parma e realizzata da Mandeep, in collaborazione con Grazia Neri. Giunto al suo terzo appuntamento, quindi, il nuovo spazio romano sottolinea l’urgenza di uno sguardo critico e di una maggior sensibilizzazione verso le tematiche sociali attraverso la cultura fotografica.
Trenta le foto esposte, tutte a colori e caratterizzate dalla stessa posa. Immagini gioiose di famiglie (di cui è indicato per nome ogni componente) di ventiquattro Paesi del globo, invitate – e accompagnate dagli stessi autori – a fare la spesa necessaria al loro fabbisogno per un’intera settimana. Alcune cifre accompagnano le immagini: denaro, quantità, statistiche.
Che ci si trovi in Buthan piuttosto che in Ciad o in Australia, il set è uguale per tutti: la cucina, luogo per eccellenza d’intimità e calore domestico. Su ogni tavolo – a eccezione dei Paesi africani e di altri del Sud del mondo, in cui si cucina e si mangia sulla superficie di una stuoia o su una manciata di paglia – sono disposti i prodotti, seguendo lo stesso schema coreografico. Verdure, pesce, cacciagione, succhi di frutta, bottiglie di birra, pizze surgelate (è ricorrente un’improbabile “pizza ai 5 formaggi”, inesistente nella cultura d’origine), ketchup, noodle liofilizzati, corn flakles. Senza dimenticare coloratissimi packaging e persino alcune stecche di sigarette.

Le famiglie vanno dai tre componenti – come gli ottuagenari con mamma centenaria di Okinawa, che hanno il primato nel consumare frutta e verdura – alle decine di membri in un nucleo egiziano. C’è inoltre chi non rinuncia a mettere in posa anche l’animale domestico (con relativo cibo specifico), come la famiglia francese con il gatto Coppelius.
Un lavoro concepito come indagine e riflessione sulle abitudini alimentari dei vari Paesi della Terra e, nello stesso tempo, sui condizionamenti più o meno subliminali della globalizzazione; ma anche una raccolta di aneddoti e ricette. Ogni famiglia, infatti, ha raccontato alla coppia il proprio piatto prediletto, fornendone la ricetta; i Manzo di Palermo, ad esempio, hanno indicato la “pasta c’anciuova”, squisita interpretazione della pastasciutta con le sarde.

In famiglia si consuma molto pesce fresco, anche perché il capofamiglia lo vende ai banchi dei mercati. Eppure il figlio minore mangerebbe solo bastoncini di pesce surgelato!”, spiegano Anna Carone e Stefano Ruffa di Mandeep. “È incredibile che tutti, in ogni nazione – Mongolia inclusa – usino i dadi Knorr. Il fattore globalizzazione è lampante. Un cibo come l’hamburger non manca quasi mai, da nessuna parte. Poi, una cosa che a noi occidentali fa un po’ specie è scoprire che in Groenlandia uno dei cibi preferiti sia lo stufato al forno di orso polare”. Paese che vai, piatto che trovi.

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dal 23 gennaio al 28 febbraio 2009
Peter Menzel & Faith D’Aluisio – Hungry Planet. What the world eats
Mandeep
Viale dello Scalo San Lorenzo, 55 – 00185 Roma
Orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 11-13.30 e 15-21
Ingresso libero
Info: tel. +39 0643419054; mob. +39 3486758025; info@mandeep.it; www.mandeep.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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