Il tratto è continuo, senza incertezze. Segue i contorni delle figure, ma non si concede modulazioni: sempre esatto, sintetico. Più che descrivere, in qualche modo, materializza istantaneamente. Così Valerio Berruti (Alba, 1977; vive a Verduno – Cuneo) evoca il ricordo di un’infanzia lontana e poi la fissa sulla superficie scabra della tela di juta: la tecnica, antica, dell’affresco ben si presta a quest’operazione severa che elimina con decisione i dettagli a favore di un’immagine fatta solo del proprio perimetro.
Il risultato, dunque, è una teoria di piccoli personaggi compunti, seri, talvolta decisamente mesti, da guardare con nostalgia, ritornando con la mente ai giochi, alle sgridate, al momento temuto del castigo. Perché il tema che attraversa la personale del giovane artista piemontese è proprio la memoria della punizione: odiata, subita, ma in fondo necessaria situazione di rottura. Dalla spensieratezza all’osservanza delle regole.
Così i gesti, i volti dei bambini tessono la trama di un racconto delicato che oscilla, con straordinario equilibrio, dalla condizione dolorosa dei piccoli allo sguardo colmo di rimpianto dei grandi. Perché il tempo del castigo è dopotutto il tempo perduto dell’infanzia irresponsabile.
Il fondo è monocromo, qualche volta attraversato dalla luce calibrata di rettangoli bianchi, simili a schermi vuoti; i colori sono
Con pochi, concisi tratti Valerio Berruti traccia occhi, bocche, sguardi silenziosi, labbra strette a trattenere i singhiozzi: è il momento dell’abbandono, è la prima cocente solitudine. Ed è pure – a suo modo – un inizio. E allora non stupisce che alcuni di quei bambini esplicitamente guardino in macchina, proprio verso lo spettatore. Con uno sguardo che è carico di domande e di incertezze: forse rivolto all’adulto, forse rivolto al bambino che era.
articoli correlati
Dal Profondo: Valerio Berruti espone in una mostra collettiva a Magonza
mariacristina bastante
mostra vista il 14 maggio 2005
Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…
Da un capolavoro di Cecily Brown da $ 4 milioni, fino alla coppia di vasi in gesso realizzati da Alberto…
Il festival Kyotographie esplora il concetto di limite attraverso mostre tra templi, architetture storiche e spazi urbani, con artisti da…
Firmata da Migliore+Servetto, la nuova identità visiva di GAMB Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello apre una riflessione…
Per la sua prima mostra da A+B Gallery di Brescia, Andrea Mirabelli presenta dipinti inediti e una scultura dedicati alla…
Per la sua personale a L’Ascensore di Palermo, Sonia Kacem trasforma lo spazio in una superficie di pura forma: una…