Categorie: roma

fino al 29.I.2005 | Farhad Moshiri | Roma, Extraspazio

di - 7 Gennaio 2005

Per la prima volta a Roma, l’artista iraniano Farhad Moshiri (Shiraz, Iran, 1963) mette in scena il dialogo complesso tra due mondi profondamente diversi, ma in continua relazione tra loro.
Da una parte l’universo occidentale, fatto di benessere diffuso e libero mercato, fondato sulla plutocrazia e lo strapotere del prodotto industriale. Dall’altra il mondo orientale, e in particolare la natia Persia, in cui si mescolano i molteplici aspetti di una storia contraddittoria, tra regimi e democrazia, fondamentalismi arcaici e spinte alla modernizzazione. Est ed ovest si guardano l’un l’altro attraverso lenti deformanti, generando interpretazioni reciproche su cui l’artista -nato in Oriente ma formatosi negli Usa- è capace di tessere giochi ironici e spiazzanti. Una sorta di euforico ed eccessivo “Las Vegas meets Teheran”.
Nel suo imponente Autoritratto (dalla serie Living Room Ultra mega X), l’artista unisce il lusso delle corti persiane e l’esaltazione del leader tipica dei regimi autoritari del Medio Oriente, con il mito illuministico della ragione umana partorito dall’Occidente e simboleggiato dal fastoso lampadario sospeso. Così, la religione della ricchezza e del progresso tecnologico occidentali, s’incarna nelle altre opere di Moshiri in oggetti dallo sfarzo insieme eccessivo e fittizio: Stereo Surround Sofa presenta un hi-fi d’ultima generazione poggiato su un divano dal gusto barocco, il tutto coperto da un’omogenea patina dorata. E anche gli arazzi su velluto nero ricamati da donne iraniane, uniscono alla fattura artigianale immagini della cultura di massa o scritte altisonanti (God), rilucenti di paillettes e cristalli multicolori.

La democrazia e la libertà, diffuse oggi con la forza da un Occidente sempre più potente, rappresentano un altro mito del mondo attuale: esse diventano nell’immaginario dissacrante dell’artista persiano gli strumenti concessi a tutti per progettare costruzioni di Lego dorati negli spazi della galleria (The Ultimate Toy “Legold”. Hundreds of Gold Bars To Build Anything You Want. Anything!). In nome di ciò che Moshiri definisce “il pensare euforico e l’ottimismo naïf”, anche l’incubo delle armi di distruzione nascoste più o meno verosimilmente in Medio Oriente diventa oggetto di un trattamento insieme ludico e riflessivo. Nel magazzino della galleria centinaia di pistole in plastica dorata, impacchettate come gadgets di larga diffusione, fanno mostra di sé, mescolate a telefoni cellulari e telecamere giocattolo (Rogue). Simboli di una guerra tra civiltà fatta con le armi della comunicazione e dell’economia, oltre che con quelle tradizionali. Servendosi del kitsch, del gusto eclettico e dell’accostamento di elementi incongrui, Moshiri parla di universi distanti e vicini. E delle contraddizioni del tempo attuale in cui globalizzazioni e conflitti agiscono contemporaneamente a formare l’anatomia complessa del mondo.

costanza paissan
mostra visitata il 4 gennaio 2005


Farhad Moshiri
Roma, Extraspazio
Via San Francesco di Sales, 16/a (via della lungara, trastevere)
dal martedì al sabato 15.30-19.30
ingresso libero
per informazioni: tel/fax +39 06 68210655
info@extraspazio.it


[exibart]




Articoli recenti

  • Attualità

Cosa succede al Padiglione degli Stati Uniti d’America?

Assenza di code e proteste, ecco il clima che si respira di fronte al Padiglione degli USA. Flop di Alma…

9 Maggio 2026 17:18
  • Arte contemporanea

Gabrielle Goliath: a Venezia la mostra su Gaza che era stata censurata dal Padiglione Sudafrica

Nella Chiesa di Sant’Antonin, Gabrielle Goliath presenta Elegy, un’opera che intreccia femminicidio, colonialismo e denuncia per la situazione a Gaza…

9 Maggio 2026 16:30
  • Attualità

Effetto domino alla Biennale: decine di artisti si ritirano dai Leoni dei Visitatori

Dopo il clamoroso passo indietro della giuria internazionale, un fronte compatto di oltre cinquanta artisti e numerosi padiglioni nazionali ha…

9 Maggio 2026 15:06
  • Arte contemporanea

A Venezia, una mostra in un palazzo storico rilegge la figura mitologica di Medea

Fino al 31 ottobre 2026, gli spazi storici di Palazzo Bragadin diventano il teatro di “Medea. Fragments of Memory”, una…

9 Maggio 2026 14:50
  • Mostre

Luce materia di costruzione: Alfredo Pirri in mostra a Catania

"Fare cose" è la mostra di Alfredo Pirri che fino al 30 settembre 2026 sarà visitabile all’interno della Fondazione Brodbeck…

9 Maggio 2026 14:32
  • Arte contemporanea

Per Kana Akamatsu, dipingere significa abitare più vite insieme

Il nostro itinerario alla scoperta del Giappone meno battuto ci porta al Moment Contemporary Art Center di Nara: qui Kana…

9 Maggio 2026 11:30