Categorie: roma

fino al 29.III.2008 | Valie Export | Roma, Stefania Miscetti

di - 12 Marzo 2008
Guardando al cinema hollywoodiano degli anni ’70, Laura Mulvey sosteneva che l’immagine della donna come materiale (passivo) grezzo per lo sguardo (attivo) dell’uomo aggiungesse un significato ideologico alla forma filmica narrativo-illusionista, perpetuando la struttura patriarcale. Il codice cinematografico creerebbe “uno sguardo”, un tipo di voyeurismo che, nello specifico di quell’epoca, corrispondeva a quello maschile, per cui il soggetto femminile implicato lo era solo a misura del suo essere oggetto del desiderio.
Valie Export (Linz, 1940), nome omaggio al logo-identity, è ospite dello Studio Stefania Miscetti. In mostra una serie di testimonianze di happening che arrivano fino al 1986, in un “lungometraggio” di ottanta minuti. Alla videostory si accompagnano residui di pellicola inedita e l’ultima testimonianza di Export alla Biennale di Venezia dello scorso anno. Lo sguardo maschile e patriarcale colto da Mulvey viene sadicamente e ironicamente capovolto dall’artista austriaca. In Tapp und Taskino indossa una scatola di cartone, a mimare una sala cinematografica, invitando gli astanti a toccare il suo seno, annullandone il desiderio erotico e pornografico. In Mann & Frau & Animal offre il piacere sessuale della donna al puro sguardo (e non quello impuro) della camera che esplora il sesso nei piani ravvicinati.

Export porta sulla scena se stessa, il suo essere donna priva di pudori, e già questo valorizza una scena artistica (condivisa con Carolee Schneeman) che aveva fino a quel momento visti impegnati nell’utilizzo del corpo come materia espressiva i soli autori maschili, da Nauman a Oppenheim fino ad Acconci. Utilizza poi il linguaggio, il medium -omaggiando McLuhan- per far luce sul modo in cui emerge l’identità, in-formata da uno sguardo che manipola e omette, naturalizzando uno status di donna oggetto. Emerge progressivamente nel collage visivo un’ansia che la materia filmica, l’usura della pellicola rende indubbiamente più vera e che il sonoro elettronico straniante e il contenuto stesso contribuiscono a creare.
Pur distante dagli eccessi dell’Azionismo viennese, anche Export cede all’uso più esplicito dell’esperienza corporale: in Asemie versa cera calda sul suo corpo nudo, in Remote si ferisce unendo il suo sangue al latte di fronte alla foto di due bambini vittime di un abuso. Nel caleidoscopio di sguardi che invita ad attivare, l’immaginario catodico si imprime nelle ultime opere, dove il corpo sociale è quello più prettamente televisivo.

Appare incauta la scelta di legare i differenti video, siano essi testimonianza di un happening o opere in cui la forma filmica non prescinde dal contenuto ma, anzi, lo costruisce, constringendo il visitatore a una visione “forzata”, temporalmente dilatata nei suoi ottanta minuti. Tuttavia, una fruizione dissociata in un numero di video corrispondente agli spezzoni assemblati non avrebbe avuto la stessa forza psicologica. Le opere di Export chiedono di essere penetrate, sensualmente e sessualmente. Il corpo si finge viatico dell’eros e chiede l’abbattimento di ogni codice.

articoli correlati
Valie Export al Camden Arts Centre di Londra

chiara li volti
mostra visitata il 28 febbraio 2008


dal 26 febbraio al 29 marzo 2008
Valie Export
Studio Stefania Miscetti
Via delle Mantellate, 14 (zona Trastevere) – 00165 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668805880; mistef@iol.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Donne che escono dai muri. Marina Lubrano in mostra ad Alveare Culturale

Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…

16 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

A Milano Lia Rumma dedica un’ampia mostra agli ultimi lavori di William Kentridge

È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…

15 Marzo 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nelle opere di Iain Andrews il colore diventa cura

Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…

15 Marzo 2026 16:00
  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00