Categorie: roma

fino al 29.IV.2006 | Asse Attrezzato e Studio Asse | Roma, Accademia Nazionale di San Luca

di - 29 Marzo 2006

L’urbanistica come organizzazione preventiva di future imprevedibili necessità funzionali è una scienza discutibile, ed ormai in cerca di radicali trasformazioni. L’esperienza di Studio Asse ripropone all’attualità le potenzialità di una via diversa; un’alternativa con radici molto più profonde di quanto possa apparire.
Di immediata percezione, nell’ammirare gli immensi modelli plastici e grafici esposti, è la dimensione urb-architettonica della ricerca svolta nel progettare lo SDO, il Sistema Direzionale Orientale previsto nel Piano Regolatore di Roma del ‘62, dove localizzare, su un territorio dieci volte più grande di qualunque simile sviluppo realizzato in Italia, uffici e ministeri. Un metaprogetto architettonico in scala urbana, in contrapposizione ai correnti scialbi piani urbanistici.
Superba teoria non realizzata, questo lavoro di un elite culturale italiana –basti citare i nomi di Zevi, Passarelli, Morandi, Quaroni, Fiorentino– spontaneamente riunitasi per autocommissionarsi il progetto-ricerca, esplorava coraggiosamente i confini estremi delle convinzioni urbanistiche. La radice organica di uno sviluppo urbano tridimensionale amplificava la modernità dei maturi strumenti progettuali razionalisti, in un magnifico incontro di menti creative. Ma purtroppo è più facile volare basso, e la recente storia dello sviluppo urbano sembra la cronaca di una morte annunciata.
In architettura le provocazioni delle avanguardie radicali hanno generato una nuova estetica dell’habitat. Dopo tante brutture –pessime realizzazioni di magnifiche idee- la maturazione delle potenzialità tecnologiche ha trasformato sogni visionari in edifici da copertina: l’architettura come punta di diamante dell’arte contemporanea.
In scala urbana questa maturazione e riscoperta non è ancora avvenuta. Il disastroso insuccesso di brandelli malrealizzati di urb-architettura (lo Zen, Corviale, le Vele) sembra aver sepolto le potenzialità evolutive della città tridimensionale. Ed intanto le banlieu bruciano, il centro storico degenera, e le distese di orribili edifici a tabernacolo amplificano gli sprechi.

Grande attenzione sui media è stata data ai recenti scontri rivoltosi nelle periferie francesi. Cronaca di un attacco all’egoistica società occidentale, e del processo che ne è seguito. Sul banco mediatico degli imputati, la società rea si è eretta a giudice, ed ha processato i sintomi del problema: l’immigrazione, la disoccupazione, l’architettura. Teatro della rivolta, le città dormitorio brutte e ghettizzanti intrecciano la loro evoluzione con quella della società che le produce. Eppure tra le arti, l’architettura sarebbe quella che dovrebbe riuscire ad andare oltre il ruolo di denuncia, e fornire soluzioni tanto visionarie quanto pragmatiche.
Un interessante dibattito è intercorso su L’Espresso tra Fuksas e Gregotti sui problemi degli insediamenti urbani megastrutturali. Argomentazioni intelligenti e interessanti, che sul finale lasciano alquanto sconcertati. Partite da istanze di carattere pubblico e sociale, le posizioni dei dialoganti si inaspriscono nel discutere questioni di forma: sono meglio le città impostate sull’angolo retto o quelle ispirate alla leggerezza delle nuvole?
Viene da pensare che finché lo scontro rimarrà relegato alla dimensione individuale, all’affermazione modaiola di singole poetiche architettoniche, l’unica possibilità evolutiva della città rimarrà quella dell’autodeterminazione. E non sarà facile difendersi dal reazionario ritorno di insostenibili modelli nostalgici.

Si cercano soluzioni. A Roma qualcosa si muove. La recente mostra su Paolo Soleri e il contestuale workshop di progettazione urbana; la celebrazione al MAXXI di Giancarlo De Carlo – insieme alla riscoperta del Team X al NAJ di Rotterdam; ora la mostra su SDO e Studio Asse, ed il contestuale convegno. Si rispolvera la dimensione urb-architettonica, ma in una visione più umana che funzionalista. Aspettiamo con ansia la tavola rotonda, e le conclusioni di Aldo Loris Rossi, che a giudicare dal saggio a catalogo, promettono un’iniezione di verve.

articoli correlati
Soleri a Roma
De Carlo a Roma

marco felici
mostra visitata l’8 marzo 2006


Roma 1967-1970: Asse Attrezzato e Studio Asse, storia e attualità
Convegno e mostra promossi dalla Fondazione Bruno Zevi
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Piazza dell’Accademia di San Luca, 77
Da lunedì a venerdì 10,00 – 19,00; sabato 10,00 – 13,00. Ingresso libero

Convegno seconda giornata
Mercoledì 5 aprile ore 15, Accademia Nazionale di San Luca, Piazza dell’Accademia Nazionale di San Luca 77, Roma


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Stare insieme, fare insieme. Nuêter come opera pubblica

Promosso dai Comuni di Albinea, Canossa e Quattro Castella con il contributo della Regione Emilia-Romagna, Sconfinamenti è un progetto biennale…

17 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Le polaroid di Luigi Ghirri in mostra per la prima volta al Pecci di Prato

Fino al 10 maggio 2026, il Centro Pecci di Prato ospita una selezione di polaroid realizzate da Luigi Ghirri tra…

16 Gennaio 2026 19:25
  • Design

Swatch presenta una nuova collezione ispirata ai capolavori del Guggenheim

Swatch lancia una nuova collezione di orologi in collaborazione con il Guggenheim di New York e la Peggy Guggenheim Collection…

16 Gennaio 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

Le opere d’arte dialogano con l’Intelligenza Artificiale, in un nuovo podcast

Bellezza che Chiama: un nuovo podcast sperimenta il dialogo tra arte e intelligenza artificiale, mettendo alla prova critica, interpretazione e…

16 Gennaio 2026 15:54
  • Arte contemporanea

Con la sua pittura, Nicola Verlato dà forma al mito: intervista all’artista

La mitologia classica, gli eroi contemporanei, la disfida con le macchine, tutto vive nella pittura di Nicola Verlato: l’abbiamo raggiunto…

16 Gennaio 2026 14:30
  • Mercato

Phillips mette all’asta i capolavori silenziosi di Vilhelm Hammershøi

Provengono dalla collezione dell’Ambasciatore John L. Loeb Jr, vale a dire la più importante raccolta privata di arte danese. Saranno…

16 Gennaio 2026 13:59