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Fino al 29.IV.2017 | L’oltre, l’altro e l’altrove | Maja Arte Contemporanea, Roma

di - 21 Aprile 2017
Attinge allo sconfinato repertorio dell’alterità la mostra “L’oltre, l’altro e l’altrove” allestita a Roma, da MAC Maja Arte Contemporanea, galleria da sempre attenta alla pittura e alla fotografia, prioritariamente analogica. Tre i protagonisti della nuova collettiva, Veronica Della Porta, Olivier Fermariello, Gianfranco Toso, artisti con un solido curriculum alle spalle, noti da tempo alla galleria ma alla loro prima apparizione nello spazio capitolino. Un dialogo a tre in cui le opere interagiscono rinviando percettivamente l’una all’altra, tra pittura e fotografia, dimensione metafisica e rigore formale; un’atmosfera altera ma avvolgente da cui lo spettatore è inconsapevolmente coinvolto, dando luogo a plurime evasioni spazio-temporali.
Punto focale dell’allestimento è il lavoro di Oliver Fermariello, fotografo Italo-francese con una spiccata propensione per il racconto poetico e il recupero memoriale. Approcciata con fare autobiografico, nella sua ricerca la fotografia diviene specchio attraverso cui indagare se stesso. Affascinato dal travestimento, nella serie Air de famille l’artista ricerca le sue radici rintracciandole nelle esili e dignitosissime figure dei nonni. Questi ultimi, prototipi di un “altro” non estraneo ma confidenziale, sono colti in primo piano e a figura intera, abbigliati con abiti d’epoca e in scenari volutamente demodè. Il ricordo familiare è il meccanismo attraverso cui raccontare un’epopea semplice e rievocare le vicende biografiche di due eroi del quotidiano, tra cavalli a dondolo e tende da spiaggia di primo Novecento. Il lirismo delle immagini scaturisce proprio dallo scarto temporale tra le fattezze mature dei due protagonisti e l’aspetto vintage delle quinte sceniche. Intrecciando i fili del passato con quelli del presente, le immagini sembrano sottrarsi alla corruzione del tempo assumendo un aspetto epico. Un effetto a cui contribuiscono con rara efficacia il contrasto fuoco-fuori fuoco e le scale cromatiche, tutte attestate su tonalità tenui e delicate.

Accordi bassi, interamente impostati su rapporti di bianco-nero, connotano anche i lavori di Gianfranco Toso, il solo pittore dei tre, concentrato sulla ricerca di un “altrove” perfetto e incorruttibile. Laureato in architettura, non ha mai nutrito un reale interesse per il lato costruttivo-abitativo dell’architettura quanto per il lato spaziale, estetico, relazionale e concettuale. Per questo si accosta alla tela con un peculiare interesse per la forma chiusa, esaltato dall’assenza del colore. I suoi poliedri, tutti generati dal triangolo, si stagliano su fondi neutri palesando nei chiaroscuri i loro rapporti stereometrici e inscenando un mondo parallelo, alla ricerca di una perfezione superiore. Ispirato dalla filosofia neoplatonica, l’artista rifugge dal dato fenomenico per rifugiarsi nella metafisica. Come l’architettura interagisce con lo spazio allo stesso modo i suoi solidi dialogano con la tela grezza. Definite da tratti evanescenti racchiusi da contorni netti le forme si contrappongono alla satura regolarità del fondo.
Trait d’union tra i due artisti, tra pittura e fotografia, è Veronica Della Porta, che completa il percorso definendo iconicamente “l’oltre” rintracciandolo nei rapporti geometrici d’architettura. Un’ampia vetrata divisa in finestre rettangolari, il sinuoso e quasi organico andamento di una scala elicoidale, il ritmo ombrelliforme di una volta, sono i pretesti visivi oltre cui andare per ritrovare una perfezione superiore, esaltata dell’utilizzo del bianco-nero e di una tecnica fotografica che tende a conferire un aspetto pittorico alla ripresa. La scelta accurata dei materiali e il tipo di carta utilizzata per la stampa, in un’unica tiratura, esaltano la fotografia rendendola affine ad un’opera su carta. Già assistente di Mario Schifano e Isabella Ducrot l’artista lavora in post produzione, elaborando, epurando il dato fenomenico del superfluo. La transitorietà è  risolta per sottrazione, fino a generare immagini attraenti, a un passo dal sublime.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 12 aprile
Dal 6 al 29 aprile 2017
L’oltre, l’altro e l’altrove
MAC Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato 30, 00186 Roma
Orari: dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 20.00; sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.30
Info: 0668804621, info@majartecontemporanea.it, www.majartecontemporanea.com

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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