Pochi colori, declinati in velature veloci. Per ottenere così tutte le trasparenze della pelle, le consistenze della carne. Il corpo umano con le sue torsioni, i suoi ripiegamenti, le sue posture come atti psichici immediati. Il corpo come coscienza etica e riflessione politica sul proprio tempo attraverso la pantomima di gesti insensati, che pure rendono chiara la percezione di quel corpo. Colpisce subito la sensibilità all’aria delle masse muscolari quasi senza pelle, questo arrossamento epidermico che è intensità visiva, questa nudità antiestetica che è lo sguardo di una lacerazione corporea. Un corpo di sangue aeriforme che diventa corpo consapevole.
Lo spazio piccolissimo della galleria Container, accoglie due tele di grande formato di Alessandro Bellucco (Torino, 1970), che per questa occasione si è confrontato con due capolavori dell’arte contemporanea: La danza e La gioia di vivere di Henri Martisse. Due tele, quelle del maestro francese, che azzerano lo spessore visivo della forma e del dettaglio figurativo, rendendo il senso del flusso vitale in un’essenza di intensità cromatiche fortemente purificate. Una pittura di colore e di istantaneità, quindi, quella ripresa da Bellucco per la sua analisi impietosa del corpo contemporaneo. Le due tele schiacciano l’osservatore riversando su di lui i corpi dipinti con acume e parsimonia di dettaglio. Bellucco riprende le posture dei due capolavori, le inserisce in uno spazio assente che è il bianco deflagrante della tela, e sostituisce la descrizione essenziale e “musicale” di Matisse con un’analisi dettagliata delle anatomie. L’energia inarrestabile del flusso vitale di Matisse si completa con la pulsione di morte nel disfacimento del corpo di Bellucco, colto in un movimento che lo disintegra.
A completare quella che non è un’esposizione di sole tele, ma un’istallazione che coinvolge tutto lo spazio della galleria, un tappeto d’erba (finta, purtroppo) su cui vengono giornalmente disperse margherite in seguito calpestate dal passo dello spettatore. Essitam/Matisse, il titolo della mostra, conferma l’idea del ribaltamento concettuale che racchiude l’intera operazione. Un ribaltamento che riflette sul rivivere della vita nei corpi, in relazione a quel complicato processo di conoscenza/controllo che è la base dell’edificazione del sapere occidentale.
articoli correlati
Bellucco in mostra a Milano
daniele fiacco
mostra visitata il 16 giugno 2007
Dal 21 al 24 maggio, 25 presidi socioculturali aprono le porte alla città con un ricco programma di itinerari, workshop…
È morta a Vienna, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, VALIE EXPORT: figura centrale della performance art, ha trasformato il…
Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…
Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…
Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…
La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…