Prima tappa della mostra organizzata a Palazzo Braschi è Omaggio a Roma, un concentrato di momenti di grande freschezza -autentici guizzi di ingenuità- che il grande Henri Cartier-Bresson (1908-2004) inquadrò a Roma nei suoi ripetuti soggiorni del 1951, 1958 e 1959. La foto rubata del parrucchiere dietro il vetro della sua bottega, la bambina nel quadrato di luce del cortile, l’elezione di Papa Giovanni XXIII, il gruppo di prelati in contemplazione di opere d’arte alla Galleria Borghese, il venditore di fiori, il macellaio…
Attraversa anche i luoghi meno scontati della città, Cartier-Bresson, con la macchina fotografica al collo. Perciò tra gli scatti oltre ai vicoli con i panni stesi, ci sono i palazzoni di periferia -frutto dell’edilizia popolare postbellica- come pure i vialetti del cimitero Verano dove può capitare di imbattersi in un prete, seduto su una panchina, tutto assorto nella lettura.
“Si devono fare fotografie con il più grande rispetto per il soggetto e per se stessi”, sosteneva il fotografo francese. “Fare fotografie è trattenere il respiro quando tutte le proprie facoltà convergono di fronte alla realtà che fugge. È il momento che eseguire alla perfezione un’immagine diventa una grande gioia fisica e intellettuale.”
Seguono, quei ritratti straordinari -molti sono vintage (in mostra anche una bella sezione documentaria con lettere, riviste dell’epoca, tra cui un’edizione di Harper’s Bazar del 1945)- di personaggi fra i più significativi del Novecento: da Simone de Beauvoir, fotografata in Rue Schoelcher a Parigi nel 1947 a Truman Capote a New Orleans nello stesso anno. E, ancora: Marilyn Monroe sul set del film Gli spostati (1960), Coco Chanel nel 1964, Ezra Pound a Venezia nel 1971, Colette nella sua casa parigina con la governante (1952).
Tra loro anche il volto della portiera, che Cartier-Bresson intitola La mia signora portiera, Parigi 1945. Non mancano poi gli amici artisti –Breton, Mirò, Matisse, Braque, Picasso, Bonnard– molti dei quali conosciuti ai tempi della sua formazione artistica. Tra il 1927-28, infatti, Cartier-Bresson aveva studiato pittura nello studio di André Lhote. Più tardi frequentò con entusiasmo gli esponenti del surrealismo e, tra il 1936-39, lavorò come assistente alla regia di Jean Renoir.
Fin dal suo esordio, alla fine degli anni Venti, le sue fotografie sono sempre state caratterizzate da un’apparente casualità, frutto non di improvvisazione, ma di una costruzione visiva precisa ed equilibrata. La sua grandezza è stata quella di saper cogliere l’“irrealtà del reale”, come l’ha definita lo storico della fotografia Beaumont Newhall. “Concentrazione, sensibilità, senso geometrico”: questi erano gli ingredienti fondamentali del suo lavoro. Un lavoro che, come sappiamo, l’ha portato in giro per il mondo (tra l’altro è stato il primo fotoreporter occidentale ad entrare in Russia nel 1954 e in Cina nel 1958-59) e a dar vita a New York nel 1947 all’agenzia cooperativa Magnum Photos, insieme a Robert Capa, David Seymour, William Vandivert e George Rodger.
A completare la mostra anche la proiezione del film Flagrant delits (1967) di Robert Delpire, amico-editore da sempre di Cartier-Bresson e la pubblicazione Un silenzio interiore. I ritratti di Henri Cartier-Bresson, con testi di Agnès Sire e Jean-Luc Nancy, edito in Itala da Contrasto.
manuela de leonardis
mostra visitata il 30 maggio 2006
Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…
La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…
A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…
360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…
Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…
Visualizza commenti
Grande mostra, specie nella sezione ritratti.
Scorgere personaggi famosi immortalati in pose sorprese, più che sorprendenti, regala anche un certo piacere "familiare"...