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Fino al 29.X.2017 | Francesca Ferreri e Marco Gobbi | MACRO, Roma

di - 27 Ottobre 2017
Si conclude il 29 ottobre, presso il MACRO di Via Nizza, la mostra finale del progetto “Artisti in residenza”, importante osservatorio di scoperta e promozione di talenti emergenti. Gli artisti vincitori del bando 2016-2017, Francesca Ferreri e Marco Gobbi, selezionati da un comitato di esperti, espongono presso lo Spazio Area, al piano superiore del Foyer costruito da Odile Decq, le opere prodotte durante i sei mesi di residenza nella città capitolina.
Francesca Ferreri, già presente nelle collezioni della GAM di Torino con alcune sue sculture, ha realizzato durante la residenza a Roma il progetto Origini della geometria. Il lavoro di Ferreri è incentrato sul concetto di lacuna, intesa come intervallo ma anche come vuoto, che l’artista colma muovendo dagli aspetti concettuali e processuali delle tecniche di restauro che informano il suo approccio al medium scultoreo. Il frammento viene così ricomposto attraverso assemblaggi di oggetti trovati che sostanziano la pratica artistica di Ferreri raffrontandola all’archeologia. Nel suo dittico scultoreo la relazione tra unità e molteplicità conduce a una riflessione sulle strutture primarie e sulla reciprocità che intercorre tra uno e molti. Primo cielo è una gigantesca scultura in cemento rinforzato e pigmento nero d’avorio che nella sua compatta solidità e specificità materica sfida lo spazio circostante e si apre ad esso attraverso un nucleo centrale. Solido (1 + 5 elementi) mostra, invece, posti sopra a un parallelepipedo, cinque frammenti ricomposti in unitaria univocità mediante un impasto di gesso, resine e pigmenti colorati. Una boule de niege su cui si intravede la scritta “Roma”, della posateria d’argento, alcune suppellettili e oggetti ceramici sono i lacerti di un’archeologia intima e personale ricostruita e ricomposta pazientemente. L’artista, attraverso forme e cromie inaspettate e a partire da oggetti ordinari riassemblati, ricrea un linguaggio in cui ricordo e frammento si compenetrano dimostrando la loro reciprocità.

Marco Gobbi, Vertical circumnavigation, A dive where the water is more blue, 2017, dettaglio

Per il progetto Vertical circumnavigation, invece, Marco Gobbi, già borsista della Fondazione Bevilacqua La Masa, guarda a Venezia e a una riflessione sui contenuti mnestici che emergono dalla percezione sensibile dello spazio e del tempo e dalle loro stratificazioni. Come scrive il poeta e saggista russo Iosif Brodskij nel suo Fondamenta degli Incurabili “Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma […] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l’unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza […]”. È così che in The Great Farini e Maria Spelterini, due merletti cuciti a mano posizionati su due tavoli in legno di differenti dimensioni, lo studio sui palazzi veneziani e le loro superfici erose dall’acqua viene trasposto dapprima mediante il disegno, servendosi della tecnica del frottage, con cui viene realizzato il calco di alcune parti delle pareti, e in un secondo momento mediante una tecnica di ricamo a merletto ottenuta con l’utilizzo dei punti di cucitura tipici dell’isola di Burano. A dive where the water is more blue è invece un’ installazione in cui Gobbi, attraverso strati di sabbie colorate poste all’interno di contenitori in vetro esposti sopra un alto scaffale in legno alla stregua di souvenir, ricrea un immaginario fantastico che da Venezia trasporta nella perduta Atlantide. Dalle suggestioni della memoria, dalla traccia e dall’assenza Gobbi estrapola un percorso i cui frammenti finiscono col ritrovare la loro continuità nella forza del racconto nato dal ricordo intercettato nei meandri della mente. Dalle straordinarie avventure di due funamboli – Maria Spelterini e William Leonard Hunt, meglio noto come Great Farini, scopritore di una perduta e leggendaria città nel deserto del Kalahari – passando per Venezia e arrivando sino ad Atlantide le connessioni tra gli oggetti riaffiorano progressivamente nella prossimità delle relazioni che tra loro stabilisce l’artista.
Angelica Gatto
Mostra visitata il 24 ottobre
Fino al 29 ottobre
Artisti in Residenza
Francesca Ferreri e Marco Gobbi
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, Spazio Area
Via Nizza 138, Roma
Orari: da martedì alla domenica ore 10.30-19.30
Info: 060608 – www.museomacro.org

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