Categorie: roma

fino al 3.II.2007 | Albano Guatti | Roma, Lipanjepuntin

di - 25 Gennaio 2007

Possono ripiegarsi fino ad entrare in una scatola, inarcare la schiena assumendo posizioni improbabili, trasformarsi in un groviglio di braccia, gambe e teste, disarticolato eppure perfettamente armonico. Sono i contorsionisti, in scena alla Galleria Lipanjepuntin attraverso i dipinti, le sculture e le fotografie di Albano Guatti (Udine, 1950), che ne esplora le condizioni di iperflessibilità corporea.
Fin dagli esordi negli anni Settanta, Guatti, che artisticamente si è formato tra New York e Los Angeles nell’ambito della neo avanguardia concettuale, ha focalizzato la sua ricerca sul tema del corpo e del movimento, analizzando le modifiche dello spazio nell’incessante fluire di scorci del quotidiano e di luoghi dell’immaginario.
La sua fotografia in particolare, definita dal critico Peter Weiermair “dinamicizzata”, è distinta da un perpetuo requisito d’instabilità, dal succedersi d’immagini e di movimenti fissati senza una logica apparente. Ne risulta un conglomerato di percezioni, di realtà molteplici sovrapposte, di causalità bloccate nel loro evolversi. Da questo insieme di più elementi, l’opera di Guatti scaturisce come invenzione libera, di estrema mobilità -si pensi a Movimento equestre (2004), gigantesco cavallo in tessuto sintetico che si libra nell’aria e s’affloscia a tempo, metafora della precarietà e dell’effimero- e si esprime tramite sperimentazioni sempre difformi tra loro e dai risultati discontinui, che l’hanno resa talvolta spigolosa e di difficile classificazione.
Anche i lavori presenti in questa mostra negano qualsiasi uniformità stilistico-formale o di genere. Evidente è la liaison con l’arte cinetica per i temi congiunti al moto, ma anche la rivalutazione che essa compie nei confronti di correnti come Futurismo, Dadaismo, Costruttivismo, De Stijl e Bauhaus. Così come è rintracciabile l’influenza della secessione Viennese (Klimt e Schiele) quando i corpi, divenuti snelli e leggeri, liberati dai gravami plastico-volumetrici, vengono sottomessi a torsioni di straordinaria artificiosità.

La scultura Kiss the kiss, una coppia incurvata in un esercizio estremo a sfondo erotico, può suggerire un’ironica e policroma rivisitazione delle Figure in spiaggia (1931) di Pablo Picasso. Le due stampe su allumino Untitled I e II, contorsioni di figure bianche su fondo nero, sono accostabili invece alla serie prodotta da Youri Messen-Jaschin intorno agli anni Settanta su soggetti connessi alla danza e alla ricerca del movimento.
L’unica coerenza cercata e mantenuta dal Guatti è quella concettuale. Il contorsionista è simbolo del nodo infinito (in sanscrito srivatsa) spesso presente nell’iconografia tibetana (legame di interdipendenza tra i fenomeni nel loro divenire, senza inizio né fine), ma anche del processo esasperato di disumanizzazione che trasmuta il corpo in oggetto o decoro. Qui si fa macchina, interprete di un’azione. È atto creativo che al tempo stesso si fa performativo coinvolgendo, seppure nel territorio dell’inconscio, l’artista, lo spettatore e l’ambiente stesso.

lori adragna
mostra visitata il 14 dicembre 2006


Albano Guatti – Contortions – 14 dicembre 2006 – 3 febbraio 2007
Lipanjepuntin arte contemporanea – Via di Montoro 10 (Campo de’ fiori) – 00186 Roma – Orario: dal lunedì al venerdì 14.00/20.00 o su – appuntamento
Biglietti: ingresso libero – Per informazioni Tel. +39 0668307780 – Fax +390668216758 – E-mail:
roma@lipuarte.it – Sito web: www.lipanjepuntin.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Padiglione Tanzania: i progetti speciali di Sasha Vinci e Ciro Palumbo a Venezia

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…

13 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Il sogno egizio di Massimiliano d’Asburgo: una grande mostra al Castello di Miramare

Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…

13 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Ad Assisi Michelangelo Pistoletto dedica una mostra a Papa Francesco

Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…

13 Giugno 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Il femminile come atto politico: due nuovi progetti al MACRO di Roma

La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…

13 Giugno 2026 16:05
  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30