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Fino al 3.XII.2017 | Orlan, Videorlan – Technobody | MACRO, Roma

di - 3 Dicembre 2017
Dopo vent’anni dall’antologica ORLAN a Roma 1964-1996, allestita da Studio Miscetti e Sala 1, torna a Roma l’interprete radicale e innovativa dell’Art Charnel con VideORLAN – Technobody curata da Alessandra Mammì in collaborazione con Villa Medici Accademia di Francia e Studio Stefania Miscetti.
E la carne si fece Verbo: stravolgendo l’assunto biblico, la carne diventa parola, Logos, forma e sostanza di un percorso che fa del corpo un linguaggio, un “luogo di dibattito pubblico”, il medium e lo strumento di abbattimento delle grandi narrazioni precostituite. ORLAN, da sempre interessata agli aspetti afferenti alla sessualità e al corpo sessualizzato, al femminile, alla messa in questione degli stereotipi di bellezza e dei dictat religiosi, politici e sociali, è presente in mostra con un corpus di opere emblematiche che dai MésuRAGE (1968-2012) – azioni poetiche e politiche in cui il corpo dell’artista, e dunque un corpo di donna, diviene l’unità di misura di ciò che lo circonda – passando per le prime installazioni fotografiche e i video delle performance-operazioni chirurgiche – Successfull Operation (1991) – arriva sino alle opere di realtà aumentata Self-hybridations (2014) ed Experimental mise en jeu (2015-2016), il videogioco interattivo con braccialetto MYO presentato per la prima volta in Italia.

Installation photographique interactive, Déshabillage, habillage, rhabillage, libres et changeants, 1977

Il percorso espositivo si snoda attraverso due sale del Museo, le Project Room #01 e #02; nella prima, una selezione di nove opere tra video e installazioni fotografiche interattive, catapulta il visitatore in una surreale dimensione da luna park scandita dal suono in crescendo del video ORLAN Remix (2009). Tre delle opere esposte, Panoplie de la fille bonne à marier (1972), Têtes à claques, jeu de massacre (1977) e Habillage/déshabillage (1977), tutte a misura umana, instaurano con lo spettatore un rapporto sfrontatamente partecipato, interattivo e relazionale. La seconda sala porta a conclusione il percorso ascendente che dalla realtà carnale e viscerale significata dal corpo e dalle sue azioni conduce alla realtà virtuale, in cui il corpo, smaterializzato e fittizio ma pur sempre presente come costante dialogica, irrompe nello spazio di chi osserva in maniera trasversale. Ad accogliere il visitatore, infatti, sono due stampe digitali della serie Self-hybridations, ispirata alle maschere dell’Opera di Pechino – una serie di realtà aumentata in cui ORLAN si trasforma in un avatar in 3D, attraverso un’applicazione per smartphone scaricabile – che introducono nello spazio immersivo costruito dal videogioco Experiment mise en jeu. Se molti artisti hanno sperimentato le potenzialità espressive dei nuovi media digitali confrontandosi anche con il linguaggio multimediale dei videogames e rivelandone i dettagli sconcertanti – basti pensare ad Harun Farocki – stavolta ORLAN LE ROBOT sfida il visitatore a ristabilire dal caos virtuale un cosmos ordinato attraverso cui ritrovare la forma umana o ricostruire il Word Trade Center.
“L’Art Charnel è anti-formalista e anti-conformista”, afferma l’artista: metamorfosi e ibridazione, sperimentazione sul corpo e attraverso il corpo, performatività e nuove tecniche digitali, biotecnologia e antideterminismo sono le costanti di un percorso di ricerca estremamente ricco che fa di ORLAN una delle artiste più radicali del proprio tempo.
Angelica Gatto
Mostra visitata il 24 ottobre
Dal 25 ottobre al 3 dicembre 2017
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, Project Room #01 e #02
Via Nizza 138
00198, Roma
Orari: dal martedì alla domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
infoline 060608 – www.museomacro.org

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