Categorie: roma

fino al 30.IX.2004 | Ivan Barlafante – in me | Roma, Oredaria

di - 24 Giugno 2004

Uno spazio espositivo come Oredaria –tra i più suggestivi della capitale– sembra offrirsi per variazioni sceniche reclamando -imprevedibilmente- una lettura particolarmente attenta della sua caratteristica articolazione a campate. Si esigono così dagli artisti invitati ad intervenire interpretazioni ogni volta adeguate alla sua ardua singolarità: giocando con le parole diremmo vere e proprie prese di posizione.
In questo senso le installazioni di Ivan Barlafante (Giulianova, 1967) -poste a terra o da terra secondo una cifra stilistica consolidata dell’artista- sembrano invitare innanzitutto il visitatore ad abbassare ulteriormente lo sguardo. Giù sul pavimento, dove pietre, sezioni di grossi rami dispersi, comuni diffusori acustici -colti nel loro intermittente sussulto- compongono seducenti agglomerati di elementi. La forza espressiva sta tutta in una luce paradossale che -in modo difforme ma ogni volta abbagliante- restituiscono proprio dal basso.

Così la sabbia disposta nelle nere concavità degli altoparlanti può assumere scintillanti forme floreali o eruttive, primigenie ma in progress e un gruppo di legni si ammanta del bagliore liquido degli specchi, esattamente nel punto in cui ciascuna porzione di tronco ha subito un’amputazione. Fino a suggerire l’impressione, consueta in Barlafante (basti pensare a quanto avveniva, in modo forse anche più scoperto, coi petulanti Periscopi), di trovarsi al cospetto di bretoniani occhi “allo stato selvaggio”, infallibili proprio mentre fanno capolino dal pavimento. Infine, le grosse pietre organizzate in un accentramento saldo ma vorticoso sembrano costipate nel tentativo di celare quel chiarore fermo, di fatto sotterraneo, che contemporaneamente svelano. Quale forma logicamente e fisicamente impareggiabile –da percorrere come in Anish Kapoor più che da scrutare come in Eliseo Mattiacci–, il cerchio traccia ovunque sentieri da affrontare anche a ritroso, quanto mai site–specific in un’ambientazione senza centro come questa: quei “sentieri primitivi della conoscenza” –cui accenna Andrea Orsini nel testo che accompagna la mostra– dei quali, però, i molti -pur rigorosi- lavori a parete appaiono più che altro come mere istantanee.

pericle guaglianone
mostra visitata il 17 giugno 2004


Ivan Barlafante. In me
Oredaria Arti Contemporanee
Via Reggio Emilia, 22–24 (Roma, Porta Pia)
Orario: lun_ven 10.00–13.00 16.00–19.30
Chiuso dal 17/7 al 01/9
Ingresso libero
Tel: 0697601689
E–mail: info@oredaria.it
Sito web: www.oredaria.it


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

Reportage, dialoghi e nuove identità: cosa vedremo MIA Photo Fair 2026

Dal 19 al 22 marzo 2026, al Superstudio Più di Milano arriva la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP…

18 Febbraio 2026 21:19
  • Musei

Nuovi direttori per 14 musei di seconda fascia: le nomine del Ministero

Dopo il bando pubblicato ad agosto, il Ministero della Cultura ha finalmente annunciato i nuovi direttori di 14 musei statali…

18 Febbraio 2026 20:49
  • Musei

Il Victoria and Albert Museum di Londra acquista il primo video caricato su YouTube

Un pezzo di storia digitale entra a far parte di una delle collezioni più prestigiose al mondo: il V&A Museum…

18 Febbraio 2026 17:22
  • Arte contemporanea

Alchimiste a confronto con le Cariatidi: l’installazione monumentale di Kiefer a Palazzo Reale di Milano è un affondo nella Storia

Alla Sala delle Cariatidi, tra le ferite ancora visibili del 1943, Anselm Kiefer torna a Milano con un’installazione monumentale dedicata…

18 Febbraio 2026 17:21
  • Progetti e iniziative

Torino, da Flashback Habitat quattro talk su arte, critica e mercato

Flashback Habitat a Torino ospita REARVIEWMIRROR, quattro talk per capire come stanno cambiando le cose in un sistema dell'arte sempre…

18 Febbraio 2026 15:47
  • Arte contemporanea

A Roma due mostre riportano alla luce l’arte appartata di Antonio Scordia

Due mostre romane riportano alla luce l’opera appartata e rigorosa di un maestro del secondo Novecento: dall’antologica a Villa Torlonia…

18 Febbraio 2026 12:30