Più di un centinaio di artisti attorno al tema del corpo. La fisicità come spazio esteso da analizzare ed esternare. Ma anche la dimensione mentale in relazione a dinamiche politiche e interpersonali. Il corpo come ambito dialettico tra interno ed esterno. L’interazione tra gli esseri umani e la pluralità dei media. La mostra frantuma la tematica in tre prospettive d’analisi: il metabolismo, la sessualità e la violenza. Pone l’accento sullo svolgimento organico del corpo rispetto ad un esterno che è a sua volta corpo e integrazione. Un progetto che nasce da una collaborazione internazionale tra enti particolarmente attenti alla sperimentazione, come il KW Institute for Contemporary Art di Berlino e PS1 Contemporary Art Center di New York. Gli ampi padiglioni del Macro Future (ex mattatoio), accolgono lo spettatore in un turbinio di sensazioni che spaziano dall’ironia al disgusto, dalla provocazione alla tenerezza, dalla banalità all’eccesso. Il merito di questa mostra, curata da Klaus Biesenbach, è quello di avvicinare il grande pubblico alle espressioni più concettuali dell’arte dagli anni Settanta ad oggi. Il taglio curatoriale tende a privilegiare le opere più immediatamente fruibili a quelle più cerebrali e rarefatte. Cerca di agire sul corpo stesso dello spettatore, che si riscopre reattivo e capace di sentire prima ancora di comprendere. Da tutto ciò al limite più evidente: l’aver calcato la mano s
daniele fiacco
mostra visitata il 27 aprile 2007
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ennesima conferma un unico grande modello di pratica curatoriale: la mostra nazista di arte degenerata
mi sa che l'unico degenerato ignorante sei tu.
ps-consigliato a chi va un po oltre i classici concetti romantici di ARTE
una mostra si consiglia a tutti, sia ai nazisti che ai romantici, nonché a chi crede di capire sempre meglio degli altri...