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Fino al 30.V.2014 | Leonid Tsvetkov, Disturbances | Galleria Ex Elettrofonica, Roma

di - 26 Maggio 2014
Leonid Tsvetkov, artista di origine russa trapiantato ad Amsterdam, arriva a Roma nel 2012, in residenza presso l’American Academy.
È in quest’occasione che realizza il primo lavoro a contatto con il paesaggio romano, e che proseguirà nell’istallazione Disturbances. Ad ispirarlo è lo scenario di Monte dei Cocci di Testaccio, la discarica di anfore del III secolo d.C, nonché ingegnosa collina artificiale. La storia singolare di una montagna di rifiuti che diventano archeologia, anche questa è Roma. L’artista realizza una serie di calchi di banali recipienti alimentari di uso quotidiano. Per intenderci, reperti del quotidiano raccolti nella città, la parte più ingombrante dei nostri rifiuti:  plastica, polistirolo, latta, vetro.

Nelle mani dell’artista, i contenitori si fanno di cemento, la loro funzione è ora a rovescio. Irriconoscibili ma non nascosti, sono scultura. In questa prima produzione, Tsvetkov decide di porre i finti reperti in dialogo con le opere marmoree dell’accademia americana, ma, alla galleria Ex Elettrofonica, lo scenario cambia del tutto. L’ambientazione zahadiana dello spazio espositivo ha un che di futuristico, e le pareti sinuose, ispirano all’artista forme verticali, propriamente, colonne.
Si chiamano Disturbances, lo stesso termine utilizzato per definire tutte le cause di possibile danneggiamento dei siti archeologici. Il calco di un contenitore, che da vuoto diventa forma, come spiega efficacemente Manuela Pacella nel suo testo critico, rimanda a molteplici questioni formali non estranee all’arte contemporanea: l’opposizione di positivo e negativo, dentro e fuori, funzione e oggetto. Una relazione di termini opposti che apre facilmente la strada a numerose considerazioni sul presente, sulla storia e sulla sua rappresentazione. Di sicuro, c’è la riflessione sull’archeologia di una società, il necessario rimando alle colonne romane che infestano come fantasmi la città. Se si potesse immaginare cosa resisterà della nostra civiltà  alla prova del tempo, come le antiche colonne, saranno per lo più barattoli e bicchieri?
Oppure, allontanando per un momento visioni catastrofiche e rimorsi ecologisti, il pensiero successivo si sposta semplicemente – ma non troppo – sul tempo come processo. Il tempo e il processo del tempo, che, come nel caso delle opere A4, trasforma immagini della città in composizioni confuse come paesaggi alieni, mentre nel caso delle colonne, riesce a tramutare insulsi oggetti in testimonianze.
Roberta Palma
Mostra visitata il 2 Aprile
Dal 21 Marzo al 30 Maggio
Leonid Tsvetkov, Distrubances
Ex Elettrofonica
Vicolo Sant’Onofrio 10-11, Roma
Orari: dal Martedì al Venerdì 16.00 – 20.00, Sabato su appuntamento

Nata ad Aversa nel 1988 si è specializzata in arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con diverse realtà di Roma e Milano, dalle gallerie al no-profit. Dal 2013 al 2015 fa parte del collettivo internazionale 7x8curators. Attualmente parte di un progetto di ricerca didattica presso il Mart di Rovereto, collabora con Exibart dal 2014.

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