Categorie: roma

fino al 30.VI.2002 | Stefania Di Marco – Piscine | Roma, 2rc

di - 28 Maggio 2002

Gli ultimi cicli fotografici della giovane artista torinese Stefania di Marcohanno come protagonisti dei manichini. Stefania attinge dalla sua collezione di sei ‘statue’, le trucca, le traveste, le maschera e le colloca da protagoniste in contesti riconoscibili già ampiamente appartenenti all’immaginario collettivo, infine le fotografa. Ora in un’azzurrissima piscina a nuotare, prendere il sole, asciugarsi (in questa mostra capitolina), ora nelle sale operatorie di una clinica (altra personale in questi giorni nella galleria di Paolo Tonin a Torino, vedi articoli correlati). Il manichino come scultura diffusa, come monumento condiviso dai milioni di shopping-dipendenti del pianeta, il manichino come protagonista indispensabile della fashion life contemporanea, il manichino come umanoide modulare, come bambola di porcellana della nostra infanzia o come barbie da vestire a piacimento, il manichino come squallida metafora dell’ideale di bellezza.
A dispetto di tutto ciò la messinscena della Di Marco non è immediatamente evidente. I cromatismi cobalto delle foto subacquee, i riflessi luminescenti degli scatti a pelo d’acqua distolgono la percezione del particolare e mostrano, a prima vista, convenzionali dinamiche di nuotatori palestrati e bagnanti-vamp dalle chiome platino. Soltanto avvicinandosi si viene disturbati da visi troppo perfetti, occhi inespressivi, labbra eburnee, braccia categoricamente amputate!
I manichini esposti a Roma innescano inoltre un fertile colloquio con alcuni caratterizzanti elementi architettonici cittadini. Le inquadrature – specie quelle dal basso -, il cromatismo compatto dei volti, lo sguardo fiero fanno pensare alle statue dell’Eur o dello Stadio dei Marmi e donano ai protagonisti delle immagini un’aura d’immortalità. Se poi ricerchiamo riferimenti nell’attualità contemporanea, ci viene in aiuto – per opposizione – Annika Larson: se l’eccellente videoartista svedese parte dall’uomo per renderlo (con il trucco, le inquadrature…) statua-manichino, la Di Marco procede all’inverso umanizzando – ma non troppo – l’asettica staticità dei fantocci.

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Personale torinese per la Di Marco

massimiliano tonelli
vista il 22 maggio 2002


’Stefania Di Marco – Piscine’, Galleria 2RC, via delle mantellate 15a, lun_ven 15_19, 06-686 8878, 2rc@pronet.it, a cura di Gianluca Marziani

[exibart]

























Visualizza commenti

  • Alla faccia dell'inquietudine, a me ha fatto venire l'ansia, anche se mi sembra che Stefania Di Marco abbia un po' voglia di giocare. Almeno questo è il mio parere.
    Crirossi

  • come dove la mettiamo. è nei correlati!!! Ieri è stato il Di Marco day. Ottima fotografa...

  • Tonelli...tonelli... e la povera Maria Cristina Strati che l'ha recensita a Torino dove la mettiamo? Brava Cri. Qualcuno metta Paola Capata sulle sue tracce (snuff, snuff): intervista, intervista.

  • Bravo Tonelli! Questa fotografa opera in modo accattivante ed estremamente interessante. Me gusta...

  • Mi piacerebbe saperne di più su questa fotografa artista effettivamente un senso di inquietudine assale chi guarda le sue foto

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