Per costruire ha scelto il “materiale” più difficile: una suggestione che non ha consistenza. Eppure gli ambienti creati con la luce da James Turrell non sembrano il risultato di una sfida, ma di una appropriazione lenta, di uno studio costante delle condizioni e dei modi: può lavorare pensando alle pareti di una stanza o al ventre fatto di roccia di un vulcano, cambiano le dimensioni, i fattori strettamente legati al luogo, non muta la cura paziente di ogni dettaglio, la precisione millimetrica che orienta i raggi luminosi, che stabilisce le distanze, l’inclinazione degli schermi…
Prima personale italiana per James Turrell, quella allestita presso l’Associazione Culturale Valentina Moncada (visitabile fino al 30 luglio 2001), due spazi costruiti appositamente e due immagini dal progetto “Roden Crater ”: “piccolo” e “grande”, per raccontare come si crea un’architettura che solo apparentemente è vuota.
articoli correlati
La concezione dello spazio, arte minimale dalla collezione Panza di Biumo
perspectives, architetture sonore
maria cristina bastante
mostra vista il 29.VI.2001
Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…
Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…
L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…
Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…